Renault-Enel

L'auto elettrica sarà una realtà sempre più vicina per la vita di tutti i giorni. Uno dei punti cardine sul quale si è fondata l'intesa a tre siglata oggi a Parigi fra l'alleanza Renault - Nissan, Enel e l'omologa spagnola Endesa, è lo sviluppo della mobilità a emissioni zero e delle infrastrutture per la ricarica delle batterie.

Con la sigla della partnership fra le tre aziende, concordata fra l'Amminsitratore delegato di Enel, Fulvio Conti, il Direttore Generale della Renault, Patrick Pélata e il Direttore Generale della Divisione Zero Emission Business fra Renault e Nissan, alla presenza del Minsitro degli Esteri Franco Frattini e del Ministro francese dell'Economia, Cristine Lagarde, il futuro della mobilità a emissioni zero si avvia a compiere un notevole passo avanti, e a pochi giorni dalla stipula di E-Moving, l'accordo fra la stessa Renault - Nissan e l'azienda lombarda A2A .

Nei termini dell'accordo, infatti, c'è lo studio di una compatibilità tecnica tra le infrastrutture di ricarica Enel e i veicoli a trazione elettrica sviluppati da Renault e Nissan, una partnership, quest'ultima, che dura dal 1999.

Allo studio ci sarà anche la possibilità di attuare delle offerte integrate di prodotti e servizi per gli acquirenti di veicoli elettrici e lo sviluppo delle diverse tecnologie di ricarica e dei servizi connessi alle infrastrutture, il ciclo di vita delle batterie al litio (su quest'ultimo punto, in particolare, si studierà un possibile impiego delle batterie per l'accumulo dell'energia prodotta dalle fonti rinnovabili) e lo sviluppo di progetti - pilota in Italia, Francia e America Latina.

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Quali saranno, in concreto, i risvolti dell'operazione? Renault e Nissan continueranno a impegnare la sinergia già esistente per lo sviluppo di auto elettriche e la commercializzazione, su larga scala, di una gamma di vetture il cui debutto avverrà già alla fine del 2010, con il "lancio" commerciale della Leaf, elettrica della Nissan. Dal 2011 al 2012, il biennio sarà cruciale perché vedrà il debutto del veicolo urbano Twizy Z.E., della compatta ZOE Z.E., della berlina "media" Fluence Z.E.e del veicolo commerciale leggero Kangoo Z.E.

"La nostra partnership con Enel ed Endesa è un importante passo per l'avvio della commercializzazione di massa dei veicoli elettrici in Italia, Spagna e America Latina - ha commentato Patrick Pélata, Direttore Generale del Gruppo Renault - I clienti potenziali si orienteranno più favorevolmente verso i veicoli elettrici se potremo offrir loro un'infrastruttura di ricarica estesa. Per questo progetto, abbiamo bisogno di partner forti come Enel, con cui svilupperemo un'offerta di mobilità elettrica completa e interessante per i nostri clienti".

Hideaki Watanabe, Direttore Generale dello Zero Emission Business dell'Alleanza, ha aggiunto: "L'Alleanza Renault-Nissan offrirà soluzioni di mobilità a zero emissioni con veicoli elettrici credibili, seducenti ed accessibili. Una chiave di successo è quella di collaborare con altri soggetti come Enel nel creare le condizioni necessarie per l'introduzione di massa dei veicoli elettrici. L'Alleanza Renault-Nissan accoglie con piacere chi come Enel condivide la nostra visione sul lungo termine volta a creare una mobilità sostenibile".

Per Enel, il progetto significa il prosieguo dell'impegno come marchio leader nel mercato interno e la partecipazione ai progetti principali a livello europeo di standardizzazione e di sviluppo economico: "La collaborazione tra costruttori di auto e utilities energetiche è cruciale per lo sviluppo e la diffusione dell'auto elettrica - ha affermato Fulvio Conti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel, - Anche le auto elettriche di nuova generazione, sebbene significativamente più performanti grazie alle nuove tecnologie, necessitano infatti di una rete di ricarica strutturata, sia pubblica che privata, affidabile e idonea alle esigenze di mobilità dei potenziali clienti. In particolare, in questa fase di avvio del settore, è importante favorire alleanze finalizzate allo sviluppo di standard tecnologici comuni, alla realizzazione di progetti pilota e dimostrativi di larga scala, alla definizione dei possibili "business models" e dei necessari sistemi incentivanti, in grado di favorire una nuova tipologia di mobilità sostenibile, di grande valenza ambientale e sociale".

Piergiorgio Pescarolo




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