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Mentre in Italia il settore dell'automotive è in grande escluso dagli eco-incentivi 2010, in Spagna sta per essere varato un provvedimento che, se attuato, rappresenterà la più grande tornata di aiuti statali al settore dell'auto elettrica mai attuata da un Governo nazionale.

In questi giorni, infatti, il Governo di Luis Zapatero ha messo sul tavolo delle priorità una maxi campagna di incentivi, per 590 milioni di euro in due anni, che andranno a beneficio dei veicoli a emissioni zero. Un programma che, secondo quanto illustrato dal premier spagnolo, porterà la nazione iberica ad assumere nel 2012 il ruolo di leader nel numero di auto elettriche circolanti: 20 mila nuove immatricolazioni nel 2011 e ulteriori 50 mila nel 2012.

Tutto questo grazie a un taccuino che presenta 15 misure di intervento finalizzate a un piano di incentivi fino a 6 mila euro per auto. Non solo: oltre al portafoglio, ne guadagnerà la mobilità personale. Il piano di incentivi all'auto elettrica deciso a Madrid, infatti, prevede la possibilità, per gli acquirenti, di circolare all'interno delle Zone a traffico limitato e di utilizzare le stazioni pubbliche di ricarica, secondo un programma di investimenti che, in parte... si ripaga da sé. Una delle "voci" del programma prevede il finanziamento alle aziende che svilupperanno tecnologia per la ricarica dei veicoli elettrici.

Che sia, fra l'altro, un piano deciso, da una parte, a sviluppare l'auto elettrica e, dall'altra, a dare una mano indiretta all'economia nazionale (secondo un recente rapporto dell'Eurispes, la green economy è un business da cifre miliardarie)? È lo stesso Zapatero a fornire una prima risposta: "Lo sviluppo dei veicoli elettrici è un'opportunità e una scommessa - dichiara il Capo del Governo spagnolo - Per il settore dell'auto è una scommessa, in quanto l'industria a quattro ruote rappresenta, per la Spagna, il 6 per cento del PIL e il 17 per cento delle esportazioni. E se ragioniamo in un'ottica ambientale, è chiaro che i vantaggi che derivano da questo provvedimento sono notevoli: se si ottimizza lo sfruttamento delle fonti energetiche 'nazionali', le esportazioni di petrolio si riducono e le condizioni ambientali ne ricevono un beneficio".

Non è un caso, poi, che le future strategie per lo sviluppo dell'auto elettrica (più stazioni di ricarica "pulite", alimentate, cioè, da fonti rinnovabili) siano state discusse, giusto due mesi fa, a San Sebastian, in Spagna. E che proprio la nazione iberica, nelle scorse settimane, abbia dato il via al piano di installazione dei pannelli solari agli impianti Seat di Martorell.

Piergiorgio Pescarolo




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