uc_1_580"You see?" "Vedi?" Un'auto elettrica che si carica sul treno. E che, quindi, non costituisce un mezzo esclusivo di mobilità personale, ma integra le possibilità di spostamento con i servizi offerti dalle Ferrovie. Basta che la vettura in questione abbia dimensioni adeguate da poter essere caricata all'interno di un vagone ferroviario.

L'idea, sviluppata dall'ingegnere svizzero Frank Rinderknecht, fondatore e Presidente della Rinspeed, ha la forma tondeggiante e minuscola della "UC?" (compreso il punto interrogativo), una vetturetta elettrica a due posti e a emissioni zero che misura meno di 2,60 metri di lunghezza - ancora meno, per intenderci, della Smart - distribuiti su un corpo vettura simile alle linee della Fiat 500.

Le peculiarità della mini - due posti elettrica sono state sintetizzate nel nome: UC, spiega Rinderknecht, sta per Urban Commuter, letteralmente "pendolare urbano". Questo significa che la UC? è stata progettata per integrare la mobilità individuale con i servizi di trasporto collettivi.

Secondo i progettisti della Rinspeed, infatti, la vetturetta dovrà servire solo per degli spostamenti a corto raggio, da coprire in massima parte all'interno delle aree urbane. Mentre, per le distanze più lunghe, ci si servirà del treno. Come? Caricandovi sopra, materialmente, l'auto.

Le dimensioni della UC?, infatti, sono state studiate per consentire un suo ricovero in senso trasversale all'interno dei vagoni.

E non è tutto: secondo il progetto, la batteria al litio della UC? può essere ricaricata attraverso gli accumulatori del treno. L'intento, in questo caso, è di permettere al proprietario, una volta arrivato a destinazione, di mettersi nuovamente al volante della sua citycar a emissioni zero con il "pieno" di energia elettrica.

In più, la vettura - che si guida con l'utilizzo di un "joystick" a impulsi elettronici che agisce sui componenti dello sterzo, è fornita di una tecnologia Web permanente. Con questo sistema, si può prenotare il "posto auto sul treno" direttamente dall'auto.

La UC?, che sarà presentata il mese prossimo al Salone di Ginevra, è equipaggiata con un motore elettrico in grado di sviluppare una coppia di 130 Nm. Le batterie, realizzate dalla tedesca Li-Tec (una joint venture fra la Evonik e la Daimler) garantiscono alla UC?, secondo i dati forniti dal Costruttore, un'autonomia di 105 km e una velocità massima di 120 km/h.

Valori prestazionali più che sufficienti, secondo i dirigenti della Rinspeed, perché le statistiche sulla mobilità urbana europea indicano che l'82 per cento degli spostamenti quotidiani non superano i 60 km.

Il tempo dirà, dunque, se questa potrà essere una nuova maniera di mobilità sostenibile "integrata". D'altro canto, la Rinspeed non è nuova a idee inconsuete nel settore delle auto. Già nel 2008, l'azienda svizzera aveva presentato al Salone di Ginevra la sQuba, una spider - coupé a due posti che era in grado di immergersi. Nel 2009, alla kermesse ginevrina era stata la volta della i-Change, vettura a quattro posti che variava le proprie dimensioni a seconda del numero di passeggeri.

Piergiorgio Pescarolo

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