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Auto ad aria compressa, se ne parla ormai da anni. E ogni volta, le aspettative create restano sospese. Ma questa potrebbe essere (forse) la volta buona. Attesa già per il 2011, l'AirPod di AirMobility non ha ancora visto i natali, ma potrebbe farlo presto in Italia. E precisamente in Sardegna, dove ieri il consorzio di imprenditori sardi dell'Air Mobility Consortium ha presentato i veicoli ad aria compressa alla Regione.

È già stato individuato anche il sito dove sorgerà lo stabilimento: la piana di Ottana-Bolotona-Noragugume, in cui potrebbe nascere la prima micro fabbrica ecosostenibile nel mondo: dalla tecnologia innovativa per la produzione di energia sino alla realizzazione del prodotto finito che la utilizza, l'Air Pod, il veicolo a zero emissioni per eccellenza, alimentato da un sistema ad aria compressa.

Progettato in vari modelli, AirPod è un veicolo di design e molto leggero, costruito in fibra di vetro, capace di raggiungere 80 km/h di velocità e con tempi di ricarica brevissimi, una manciata di minuti rispetto alle ore necessarie a caricare un'auto elettrica. Leggero anche nei prezzi visto che il modello standard costa circa 7mila euro e basta un euro per percorrere 100 km.

La versione standard è progettata per il trasporto di quattro persone (3 adulti e un bambino) e ha spazio anche per i bagagli. Ma dall'incontro tra la società e la Sardegna è emerso che AirPod potrebbe essere usata anche come veicolo agricolo.

Il potenziale di sviluppo della tecnologia utilizzata dall’Air Pod è enorme, soprattutto se applicata non solo per la mobilità urbana, ma, per esempio, anche in campo agricoloha detto l'assessore dell’Industria, Antonello Liori, al termine dell’incontro con il management di Airmobility, che ha presentato i veicoli ad aria compressa (Air Pod).

“Un'innovazione tecnologica finalizzata anche a poter dare risposte alla sostenibilità ambientale e soprattutto sociale - ha aggiunto Liori - Valuterò come la Regione possa sostenere lo sforzo coraggioso di questo gruppo di imprenditori sardi, soprattutto per favorire l’eventuale esportazione del prodotto oltre i confini dell’Isola. Confidando che questa azienda possa rappresentare un esempio per la creazione di altre iniziative pronte ad affrontare la sfida tecnologica.”

Francesca Mancuso

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