nissan_e_sumitomo_per_il_riutilizzo_delle_batterie_al_litio_Che fare delle batterie usate? Per quanto riguarda gli accumulatori che si utilizzano nell'elettronica di consumo e le normali batterie di avviamento dei veicoli, la normativa europea recepita dai singoli stati dice che devono essere raccolti e riciclati a carico dei produttori. La probabile espansione del mercato delleauto elettriche nei prossimi anni, quindi, mette di fronte i costruttori di automobili di fronte ad un ulteriore responsabilità: assicurare che le batterie dei loro veicoli abbiano il minore impatto ambientale possibile.

 

Renault e Nissan, fortemente impegnate in Europa nella diffusione delle auto elettriche (sono in arrivo la Leaf e un "quartetto elettrico" Renault entro il 2011), hanno comunicato che si occuperanno dell'intero ciclo di vita delle loro batterie al litio, dalla produzione fino al loro riciclo con una strategia denominata "delle 4R", incentrato sulla fornitura di batterie riutilizzabili.

Sotto il motto "Riutilizzare, Rivendere, Rifabbricare e Riciclare" è nata la joint venture con la Sumitomo Corporation, azienda giapponese impegnata su molti fronti, dalle risorse naturali ai materiali per batterie alle infrastrutture per i veicoli elettrici, grazie alla quale le batterie del gruppo franco-giapponese avranno una seconda vita una volta esaurito il loro compito sulle auto elettriche.

Nel dettaglio la nuova joint venture prevede per quanto riguarda il "riutilizzo" la destinazione a seconda vita delle batterie che presentano una capacità residua di circa il 70-80%, la "rivendita" delle batterie per svariate applicazioni, la "rifabbricazione" come smontaggio del pacco batterie seguito da riassemblaggio personalizzato a seconda delle esigenze del cliente e il "riciclaggio" a fine vita per il recupero delle materie prime.

Potranno così essere riusate per l'immagazzinamento di energia da pannelli solari fotovoltaici, per sistemi di alimentazione di backup, per gruppi di continuità, per il livellamento dei carichi nelle reti elettriche e dell'energia di origine sia solare fotovoltaica che eolica.

Un nuovo business, insomma, che origina dai profondi cambiamenti in atto nell'ambito della mobilità individuale, tanto che Nissan prevede che la domanda di batterie "di seconda vita" in Giappone raggiungerà l'equivalente di almeno 50.000 auto elettriche all'anno entro il 2020.

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Salvatore Lioce


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