In Germania il biglietto per mezzi pubblici a 9 euro è un successo clamoroso: traffico e smog diminuiti drasticamente

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Se riduci il costo del biglietto dei mezzi pubblici, riduci anche il traffico su gomma. Non ci vuole Einstein per capire che una cosa tira l’altra, nel più classici dei rapporti di causa/effetto. La Germania l’ha colto al volo e ha escogitato prezzi super politici, con buona pace di un abbonamento mensile italiano che costa in media tra i 35 e i 40 euro

Con il biglietto a 9 euro al mese si riduce il traffico. È stato questo il senso del Klimaticket e del prezzo fissato dal Governo Scholz, in Germania, che, in nome della tanto agognata svolta ecologica e della lotta al caro-vita, ha deciso di abbattere nettamente i costi dei biglietti per il trasporto pubblico.

Fino al 31 agosto, in pratica, i tedeschi pagheranno 9 euro al mese il 9 Euro Fahrticket, un abbonamento per utilizzare tutti i treni regionali e il trasporto pubblico in città. In questo modo, dall’inizio del mese di giugno, in Germania sono stati venduti ben 21 milioni di abbonamenti.

A confermare gli effetti positivi di questa scelta è lo studio presentato da Tom-Tom International per conto dell’agenzia Deutsche Presse Agentur, secondo cui in 23 delle 26 principali città della Repubblica federale le lunghe code di auto nelle ore di punta sono praticamente scomparse.

I dati elaborati indicano che il sostanziale calo di traffico rilevato dai nostri tecnici è strettamente legato all’introduzione del nuovo biglietto speciale, dice Ralf-Peter Schäfer, esperto di trasporti dell’azienda leader dei sistemi di navigazione satellitare.

L’analisi

Questa valutazione è suffragata dalla ricerca di mercato a livello nazionale che la VDV e la Deutsche Bahn stanno coordinando congiuntamente per conto dei governi federale e statale. In 6mila interviste a settimana, gli intervistati hanno affermato di utilizzare il biglietto da 9 euro principalmente per gli spostamenti quotidiani per andare al lavoro, le visite dal medico, la spesa o le commissioni generali.

Il risultato è chiaro:

Nei primi giorni dopo l’introduzione del biglietto da nove euro, i dati di Tomtom hanno mostrato pochissimi effetti del provvedimento sul traffico automobilistico. Ma con il passare del tempo abbiamo cominciato a registrare gli effetti positivi sui flussi automobilistici.

La decongestione delle arterie urbane ha interessato soprattutto Amburgo e Wiesbaden. Qui gli specialisti della navigazione satellitare hanno rilevato il risparmio medio rispettivamente di 4,2 e 3,9 minuti sul tragitto di mezz’ora. Ai 21 milioni di nuovi utenti si aggiungono i 10 milioni di passeggeri già in possesso dell’abbonamento ordinario.

In totale, quindi, la cifra di 30 milioni di ticket mensili precedentemente calcolata dagli esperti del settore non solo è stata raggiunta ma addirittura superata, spiega Ingo Wortmann, responsabile dell’Associazione delle aziende di trasporto tedesche.

Infine l’aumento di passeggeri sulle tratte a breve raggio (stimato da Deutsche Bahn nell’ordine del 10-15% rispetto a prima della pandemia) ha spinto le ferrovie statali a moltiplicare l’offerta di treni.

Un successo, insomma, tanto che la Germania potrebbe benissimo puntare a un trasporto pubblico più conveniente ben oltre il 31 di agosto. E qui da noi? Non sarebbe un successo da replicare? Certo che sì, ma immaginiamo un italiota “Klimaticket”, con tutti i blocchi della rete dei trasporti, con l’impossibilità di prenotazione e i sovraffollamenti perenni.

No, il trasporto pubblico nostro ancora non è pronto per queste politiche. Ma forse è il caso si sbrigarci.

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Fonte:  VDV

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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