Caro metano auto: per frenare gli aumenti al via la petizione per portare l’Iva al 5%

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L'Iva per il metano dei veicoli è ferma al 22%. La proposta della filiera: equipararla a quella del gas di casa

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Per far fronte ai vertiginosi aumenti del prezzo del metano, schizzato da mesi alle stelle e che rischia di salire ulteriormente per via delle tensioni in Ucraina, si uniscono le associazioni delle filiera del gas naturale.

Mentre il Governo Draghi pare si sia deciso finalmente ad affrontare il rincaro delle bollette con tagli ai profitti delle utilities, ma si parla anche di un piano per l’aumento della produzione nazionale con la riattivazione di giacimenti ora in standby, rimane ferma la situazione del metano per autotrazione, quello impiegato nei veicoli.

Per questo motivo Federmetano e Assogasmetano hanno lanciato una petizione online rivolta a tutti (è possibile aderire su https://chng.it/MJZsLFj8tk) che vuole spingere l’esecutivo ad attuare due misure che permetterebbero, secondo i promotori, di contrastare i rincari alla pompa.

Si tratta della riduzione dell’IVA dal 22% al 5% anche per il metano a uso autotrazione (già accordata agli altri usi di gas civile e industriale) e del varo di un credito d’imposta alle aziende di trasporto che utilizzano veicoli a gas naturale.

«Assogasmetano e Federmetano – si legge in una nota – da tempo sottolineano le gravi ripercussioni che l’attuale crisi dei prezzi sta avendo su un comparto che conta oltre 1 milione di veicoli a gas naturale circolanti sul territorio nazionale, di cui più di 2000 camion a CNG, 3800 a LNG e 5000 autobus; 1500 stazioni di rifornimento, di cui 110 di LNG e circa 20.000 lavoratori che operano nella filiera del metano per autotrazione, oltre a coloro che si adoperano per assicurare la sostenibilità economica, energetica e ambientale del nostro Paese. Da mesi automobilisti e autotrasportatori sono stati messi in ginocchio, nella totale indifferenza da parte del Governo. Per non parlare delle aziende di trasporto pubblico locale, già alle prese con le difficoltà della pandemia e che, al centro di un impegnativo programma di rinnovo delle flotte, hanno scelto il metano per i nuovi mezzi. A conferma poi dell’importante ruolo che questo prodotto riveste nella fase di transizione ecologica, va sottolineato che attualmente già il 30% di metano distribuito è di origine rinnovabile (biometano)».

Intanto sul biometano prodotto da rifiuti si stanno concentrando le attenzioni di operatori e Unione Europea: Il biometano può essere una soluzione alla crisi energetica perché «Ha una potenzialità enorme perché, oltre a risolvere il problema dei rifiuti, può arrivare al 10% del fabbisogno nazionale al 2030», ha affermato di recente Paolo Gallo, ad di Italgas.

La Commissione Europea ha stimato che dalla catena dei rifiuti potrebbe derivare potenzialmente il 25-30% del consumo di gas del Vecchio Continente, così come le miscele di gas naturale e idrogeno. Il Portogallo sta sperimentando la distribuzione delle due fonti con l’obbiettivo di arrivare al 20% di componente idrogeno nell’arco di 2 anni.

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Laureato in Comunicazione all'Università di Siena e giornalista dal 1995, ha un'esperienza pluriennale come redattore automotive. Ha lavorato per riviste, TV e testate online specializzate di diffusione nazionale. Su greenMe.it si occupa di mobilità sostenibile e auto ecologiche

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