Questa è stata la prima auto elettrica a superare i 100 km/h. Più di un secolo fa

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Nel 1899 la prima vettura a superare i 100 km/h era un'auto elettrica dal nome molto ambizioso. La costruì l'ingegnere e pilota Camille Jenatzy

La fatidica soglia dei 100 km/h fu superata da un’automobile per la prima volta nel 1899. Era l’epoca pionieristica dell’auto, quella in cui ancora si doveva decidere quale sarebbe stato il motore più adatto a muovere le masse negli anni a venire.

La spuntò come sappiamo il motore a scoppio, quello a cosiddetto “ciclo Otto” delle macchine a benzina, poi affiancato dal ciclo Diesel, ma non furono queste le tecnologie che negli ultimi giorni dell’800 e nei primi del ‘900 sembravano quelle destinate a imporsi. (Leggi anche: Ford Hemp Car: l’auto ecologica esisteva già 70 anni fa)

All’epoca circolavano infatti già diversi prototipi di auto elettriche. Funzionavano più o meno come le auto elettriche odierne: batterie, uno o più motori ed un po’ di elettrotecnica (oggi sostituita dall’elettronica) per mettere il tutto d’accordo.

Le antenate delle auto che saremo destinati un po’ tutti a guidare entro il prossimo decennio funzionavano anche bene. Tant’è vero che il record dei 100 km/h sul chilometro, il primo nella storia dell’auto, fu ottenuto da un’auto elettrica.

Il suo nome, anzi il suo soprannome, tradiva una certa ambizione: “La Jamais Contente”. Venne costruita dall’ingegnere e pilota belga Camille Jenatzy, esperto in pneumatici e veicoli elettrici. Ne aveva costruiti già diversi, tra carrozze e furgoni e con questo “siluro” da velocità cercava un po’ di notorietà per i suoi lavori.

Realizzata con una carrozzeria in lega di alluminio e magnesio, era spinta da due motori posti sull’asse posteriore per 68 CV totali in un peso complessivo di circa 1.500 kg.

Il record fu battuto il 29 aprile 1899 sulla strada centrale del parco agricolo di Achères con una velocità di 105,88 km/h. La creatura di Jenatzy ebbe la meglio sul primato precedente del conte Gaston de Chasseloup-Laubat di 92,78 km/h ottenuto poco prima, il 4 marzo 1899.

L’impresa della Jamais Contente sarebbe rimasta imbattuta per altri tre anni. Fino al 1902, quando il 13 aprile a Nizza, sulla famosa Promenade des Anglais il francese Léon Serpollet raggiunse i 120,80 km/h su una Gardner-Serpollet a vapore detta “L’Uovo di Pasqua” per la forma della sua carrozzeria aerodinamica.

Perché essendosi dimostrate così veloci e affidabili le auto elettriche non si affermarono? Oltre all’affermarsi dei combustibili fossili e del petrolio, una delle ragioni principali risiede nella capacità delle batterie. Quelle della vettura di Jenatzy erano delle Fulmen a 100 celle da 2V che rappresentavano quasi la metà del peso totale dell’auto.

Con la tecnologia dell’epoca si poteva andare veloce, insomma, ma non molto lontano. Un problema che, in fondo, anche oggi, rientra tra quelli che sta limitando la diffusione delle auto elettriche.

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Laureato in Comunicazione all'Università di Siena e giornalista dal 1995, ha un'esperienza pluriennale come redattore automotive. Ha lavorato per riviste, TV e testate online specializzate di diffusione nazionale. Su greenMe.it si occupa di mobilità sostenibile e auto ecologiche

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