Dal Kebab alle crepes, lo street food diventa vegan (#festivalveg2013)

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Mangiare fuori casa sta diventando sempre più a portata di vegetariani e vegani. Non solo nei ristoranti, ma anche per chi desidera spezzare la fame con qualcosa di veloce e stuzzicante. Lo dimostrano la nascita di franchising di fast food interamente vegani, e lo sta confermando la variegata offerta di cosiddetto “street food” presente al Festival Vegetariano di Gorizia.

Cammino per le vie del centro e mi imbatto in uno stand che offre del Kebab. Caldo, marroncino, ruota su un’asta metallica proprio come ogni altro Kebab. Un ragazzo ne sta tagliando un po’ per preparare una piadina farcita. Kebab vegano? «Certo, è una sua idea» e mi indica un secondo ragazzo lì accanto. «È a base di frumento, infatti a guardarlo sembra un po’ pane, ma è buono e alla gente piace molto. È qualcosa di nuovo, non ne trovi molti in giro».

Per chi preferisce il salato al dolce, non è finita qui: a pochi metri dal kebab vegano ecco la vegan-pizza: farina biologica, salsa di pomodoro e soprattutto mozzarella di riso. A due passi trovo l’espositore delle farine utilizzate. Sono preparate a partire da antichi grani di Sicilia, conservati a partire dal 1927. L’istituto che li ha conservati, fondato da Benito Mussolini, ha deciso ora di riportarne cinque varietà sulle tavole degli italiani. Il venditore mi rivela che oggi gli antichi semi vengono ricercati in tutto il mondo, portati in Sicilia e messi a coltivazione. «È appena stato trovato in Africa un grano completamente privo di glutine» mi assicura.

kebab vegano

Poco distante, un banchetto parecchio affollato prepara crêpes biologiche, senza uova e senza latte. E non si pensi che siano insapori: le crêpes salate possono essere riempite di erbette aromatiche, peperoni e melanzane, mela e cipolla, curry e zucca e, per i palati coraggiosi, tanti peperoni piccanti. Sembrano riscuotere successo, ma quelle che vanno di più sono le dolci, soprattutto tra i bambini.

La concorrenza alle crêpes biologiche è agguerrita: a pochi metri una lunga coda di persone mi spinge a dare un’occhiata. «Gelato biologico, senza glutine o senza latte». Ma allora sarà gelato in polvere? «No, nessuna polverina magica» mi assicura il venditore. «Come fare il gelato senza latte? È semplice: il latte è per lo più fatto d’acqua, perciò noi sostituiamo il latte con l’acqua. Naturalmente questo non basta per fare un buon gelato, ci vuole della buona frutta e poi… conoscere i segreti del mestiere!». Assaggio uno, due gusti. Delizioso, mi porto a casa una coppetta.

Lorenzo Alberini

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