L’hamburger vegetale è salvo: il Parlamento europeo vota contro la lobby della carne

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L’Europarlamento salva l’hamburger vegetale. Nessuno degli emendamenti che intendevano limitare l’uso delle denominazioni di carne ai soli prodotti di origine animale è stato, infatti, approvato. Resta quindi la possibilità di utilizzare termini come mortadella, salsiccia o hamburger per prodotti con ingredienti integralmente vegetali.

Il dibattito è andato avanti per giorni. Gli emendamenti da discutere erano: divieto di usare termini relativi a tagli (bistecca) e preparati (hamburger) per prodotti vegetali, divieto con eccezioni (hamburger e salsiccia) oppure divieto con deroghe possibili da autorizzare dalla Commissione. Alla fine, nessuno dei tre ha raggiunto la maggioranza.

“Il riferimento ad una presunta confusione indotta nei consumatori, su cui ha fatto leva la campagna promossa da alcune organizzazioni del settore zootecnico, è indice dal grande timore della forte e crescente consapevolezza dei cittadini europei delle ragioni dalla scelta di alimenti 100% vegetali – dichiara LAV – Si scelgono i burger o le salsicce vegan con motivazioni ben chiare, come la tutela dell’ambiente, degli animali e della propria salute, non certo perché ci si confonde tra il prodotto di origine animale e quello vegetariano o vegetale”.

Gli emendamenti erano stati inseriti nella Politica Agricola Comune (PAC) dopo una battaglia che vedeva contrapposti da un lato le lobby della carne e alcune associazioni di categoria convinti che la misura fosse necessaria per impedire alle persone di essere indotte in errore, dall’altro gli ambientalisti con motivazioni basate anche su uno studio fatto dal gruppo di consumatori BEUC che affermava che l’80% dei consumatori intervistati come campione non aveva avuto problemi con termini simili a carne o latticini utilizzati per prodotti alternativi.

Il tema era stato, dunque, sollevato nel contesto della riforma di una parte importante del programma di sovvenzioni agricole dell’Ue, che regola la produzione e il commercio dei prodotti agricoli, compresi gli alimenti di origine sia animale sia vegetale. I legislatori europei hanno respinto l’emendamento 165, noto come la madre di tutti gli emendamenti al divieto di ‘hamburger vegetariano’, che era stato approvato dalla commissione agricoltura del Parlamento europeo nell’aprile 2019.

“I consumatori non sono in alcun modo confusi da una bistecca di soia o da una salsiccia a base di ceci, purché sia ​​chiaramente etichettata come vegetariana o vegana”, ha detto Camille Perrin, Senior Food Policy Officer del Beuc (l’Organizzazione europea dei consumatori ), difendendo la scelta dell’Europarlamento.

Soddisfazione di Essere Animali: “Abbiamo coinvolto attivisti da tutta Italia e inviato migliaia di tweet diretti agli europarlamentari. Bocciate restrizioni assurde, chieste dall’industria della carne per ostacolare lo sviluppo e il consumo di alimenti a base vegetale, più sostenibili per il pianeta e prodotti senza l’uccisione degli animali”, dichiara Claudio Pomo, responsabile sviluppo di Essere Animali.

In Europa, a fare da apripista della lotta ai nomi afferenti al mondo della carne per prodotti vegan è stata la Francia, vietando il loro utilizzo. Il 27 maggio 2020, infatti, l’Assemblea Nazionale francese ha definitivamente adottato il disegno di legge “relativo alla trasparenza delle informazioni sui prodotti alimentari” e, con esso, il divieto di denominazioni di bistecca, filetto, salsiccia, ecc. per prodotti a base di proteine vegetali.

La stessa situazione si era verificata nel settore lattiero-caseario. Ricordiamo che nel 2017, lo stesso discorso era stato fatto per il latte vegetale. All’epoca, la Corte di giustizia europea ha stabilito che i prodotti e le bevande a base vegetale come la soia e il tofu non dovrebbero essere venduti con denominazioni come latte, burro o panna. Adesso, gli emendamenti avrebbero di fatto impedito alle aziende alimentari di utilizzare termini come hamburger, bistecca o salsiccia per commercializzare prodotti alimentari a base vegetale nell’Ue, ma così non è stato e  il veggie burger è salvo.

Fonti: The Guardian/New York Times

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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