Mangiare pescecome stuprare. È polemica sul nuovo spot della PETA

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La violenza, il dominio, i soprusi causano dolore e sofferenza in tutte le vittime, anche quando si tratta di animali uccisi per diventare cibo. È così che la pensa la Peta, People for the Ethical Treatment of Animals, che circa qualche settimana fa ha lanciato una campagna e un video contro il consumo di pesce dal titolo “Silent scream“, urlo silenzioso. Perché anche queste splendide creature acquatiche soffrono, ma in silenzio.

Alcune grida non possono essere sentite“, “Some screams can’t be heard”, si legge infatti alla fine del filmato che accosta le immagini di una bambina che assiste alle violenze domestiche, di un’anziana derubata, di un ragazzino preso a calci dai compagni di scuola, all’urlo silenzioso di un pesce che sta per essere cotto. È sul piano da cottura della cucina e sta esalando gli ultimi respiri. Tanto è bastato per scatenare la bufera, per gridare allo scandalo.

Anche su YouTube, dove il filmato è diventato viral, con oltre 100mila visualizzazioni, i commenti critici non mancano. La pubblicità, che secondo la Peta mira a promuovere l’empatia delle persone verso le condizioni di subordinazione e passività dei pesci aggrediti dall’industria ittica, ha stupito soprattutto l’opinione pubblica australiana, come spiega il Sydney Morning Herald, che si è scagliata contro questo parallelo tra uno stupro e un’alimentazione non vegetariana o vegana.

Il bullismo e altre forme di violenza non nascono solo per caso nei cortili delle scuole e vicoli, ma esistono tutti i giorni nelle cucine di tutto il mondo. I pesci uccisi per diventare cibo sono spesso scuoiati ed eviscerati mentre sono ancora vivi, senza tener minimamente conto del dolore e della sofferenza che possono provare“, spiega invece la Peta. Sono molti, infatti, gli studi che dimostrano non solo che i pesci provano dolore, “ma anche che provano paura proprio come fanno gli esseri umani. Noi non sentiamo le loro urla, ma il loro dolore è molto reale. Ti consigliamo di tenere in considerazione la vita dei pesci e tutti gli animali, diventa vegan oggi“, conclude l’associazione animalista.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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