Cucciolo di cane salvato da una scimmia

Le alternative vegane alla carne migliorano il microbiota intestinale anche se ultraprocessate

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Spesso le alternative vegane alla carne vengono criticate in quanto si tratta di prodotti industriali, ultraprocessati e ricchi di ingredienti e additivi controversi. Ora arriva però un nuovo studio che la pensa diversamente: questi prodotti presenterebbero infatti effetti benefici per il microbiota intestinale.

Tante persone nel corso degli ultimi anni sono passate ad una dieta vegetariana o vegana e, in alcuni casi, per sostituire la carne si consumano hamburger, polpette o altri prodotti 100% vegetali. Diversi test però hanno mostrato come queste alternative  contengano spesso una serie di ingredienti controversi. (Leggi anche: Polpette e burger vegetali confezionati: cosa contengono davvero? L’indagine francese)

Il pensiero comune riguardo alla carne vegetale è di considerarla ultra-elaborata e di “bassa qualità”. Eppure di recente un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Foods, ha evidenziato un effetto benefico di questi prodotti.

La ricerca ha voluto approfondire l’impatto delle alternative vegane alla carne sul microbiota intestinale (che ricordiamo svolge un ruolo importante anche nell’aiutare le naturali difese del nostro organismo) utilizzando 39 volontari divisi in due gruppi e monitorati per 4 settimane.

Il primo sostituiva l’assunzione settimanale di carne con alternative a base vegetale per cinque pasti a settimana in media, il secondo consumava la dieta abituale che include carne e latticini.

I risultati dello studio hanno mostrato che coloro che avevano mangiato le alternative vegane alla carne vedevano aumentati i batteri che producono butirrato o acido buttirrico, una sostanza che fa bene al corpo in quanto aiuta a prevenire le malattie. 

Come si legge nello studio:

Sulla base dei nostri risultati, abbiamo concluso che la sostituzione occasionale della carne animale con prodotti PBMA (alternative alla carne a base vegetale n.d.r) osservati nei modelli dietetici flessibili può promuovere cambiamenti positivi nel microbioma intestinale dei consumatori.

Così l’autore principale dello studio, Miguel Toribio-Mateas, ha commentato i risultati ottenuti:

L’ho condotto sapendo che i PBMA avevano una cattiva reputazione e sono stato contento di vedere i risultati perché… le alternative alla carne sono qui per restare e possono svolgere un ruolo come parte di una dieta sana ed equilibrata.

La ricerca è stata condotta su un campione di studio piccolo ed è ancora da approfondire, inoltre ricorda che definire un intestino “sano” può essere difficile poiché la maggior parte della varietà del microbiota deve essere ancora “ben spiegata”.

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Fonte: Foods

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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