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A New York, tra i tanti fattori che portano una persona a scegliere la dieta vegetariana, di sicuro non figura quello economico. Da queste parti, infatti, frutta e verdura non sono per nulla a buon mercato. La maggior parte viene venduta a pezzo (e non a peso) e i costi sono abbastanza elevati rispetto gli standard europei. Ciononostante l’offerta per i vegetariani/vegani è sicuramente maggiore rispetto a quella del vecchio continente. Facendosi un giro in un qualsiasi supermercato la prima cosa che salta agli occhi è come le alternative proteiche alla carne siano praticamente infinite. Tempeh, Tofu e Seithan la fanno da padrone, ma non sono i soli a popolare i banchi frigo. È incredibile, infatti, il numero di surrogati: ragù di soia, “carne” di grano, pollo 100% vegetale, tofu a fette per panini, kebab e wurstel di soia. Queste sono solo alcune delle pietanze che possono essere acquistate per chi ha deciso di adottare (o vuole solo provare) questo stile alimentare.

Il marchio che la fa da padrone si chiama Light Life ed è diffusissimo in tutti gli Stati Uniti d’America, facendo un sommario giro sul loro sito si potrà notare, infatti, un’offerta che dire variegata è riduttivo. Interessantissima anche la parte dedicate alle ricette, molto meno invece la mappa dei punti vendita che sono circoscritti al solo al continente americano.

L’aspetto degno di considerazione è proprio l’eccesso di visibilità che hanno, all’interno della cultura alimentare di questo paese, i prodotti in questione, tanto da far venire la voglia di provarli. E così è stato. Il sottoscritto, che non è vegetariano, anche se è da sempre amante di questo approccio alla vita, ha deciso di acquistarne uno, prepararlo e mangiarlo. Anche perché era rimasto particolarmente incuriosito dalla notizia di qualche mese fa del lancio negli States del pollo di soia per vegetariani.

Prima di raccontare l’esperienza è, però, doverosa una considerazione: la moda in statistica è la massima frequenza, il valore che compare più frequentemente. Quando una cosa, quindi, è più evidente e presente diventa facile la possibilità di notarla. Da noi essere vegetariani, rispetto allo stato a stelle e strisce, è ancora un qualcosa di nicchia. Ci sono i supermercati, ma sono specifici. Ci sono i ristoranti, ma solo esclusivi e specializzati in questa cucina. In America essere vegetariani non è una scelta, ma una possibilità. E, da che mondo e mondo, potere è molto più semplice che scegliere. Voglio dire, insomma, che avere nella propria agenda culturale una realtà così evidente - come la dieta vegetariana - può aiutare a far capire il perché di questa scelta, i vantaggi e diffondere un modo di mangiare giusto, sano e sostenibile.

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Tornando ai fornelli quello che ho comprato e cucinato si chiama “Smart Strips – Chick’n Style”. È come se fossero delle strisce di pollo, quelle che solitamente si trovano nell’insalata e, infatti, quello che ho preparato è una gustosa insalata. Armato di lattuga, pomodori, carote e olive nere snocciolate, ho iniziato il mio piatto. Come prima cosa ho tagliato, pulito le verdure e messe in un’insalatiera. Sui fornelli, invece, cuocevano con un filo d’olio extra vergine d’oliva le “Smart Strips”. Una volta che il loro colore è diventato dorato, le ho tolte dalla padella e messe insieme alle verdure. Per condire il tutto ho preparato una salsetta con aceto, olio, pepe macinato, sale e mostarda che una volta amalgamata bene è stata messa sulla pietanza.

Se non l’avessi preparato io e, sotto posto a bendatura, mi fosse stato chiesto cosa stessi mangiato, la risposta sarebbe stata sicuramente: “un’insalata di pollo!”. È incredibile come il sapore sia lo stesso e, forse, anche più gustoso. Questo prodotto contiene: acqua, soia, aromi naturali, meno del 2% di sale, lievito di birra, estratto, amido di tapioca, cipolla in polvere, destrosio, aglio in polvere, paprika, cloruro di potassio e fibre di cicoria. Zero grassi e il 28% del valore quotidiano di proteine, ferro, vitamina C e calcio. Il suo prezzo è, invece, di 4.79 dollari che equivalgono a 3,44 euro. Un’esperienza veramente positiva che mi farà riflettere, ancor di più, su quanto sia giusto mangiare carne.

Alessandro Ribaldi

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