formaggio

E se fosse possibile produrre formaggio vaccino senza usare un solo grammo di latte di mucca? Un prodotto vegan fai-da-te, che non sfrutti gli animali ma che al tempo stesso sia identico per caratteristiche a quello prodotto usando il latte. Un'impresa ai confini della fantascienza, di cui avevamo parlato lo scorso anno e cui sta lavorando una serie di “bio-hacker” del Counter Culture Labs di Oakland, California.

Ma adesso il formaggio creato artificialmente potrebbe non solo imitare le proteine del latte vaccino ma anche di quello umano. Formaggi vegan umani alla base dell'alimentazione del futuro?

I formaggi vegan esistono già da tempo ma utilizzano materie prime diverse dal latte di mucca, pecora o capra, come ad esempio riso o soia. Tuttavia, la creazione del team di scienziati sarebbe diversa perché tale alimento avrebbe le stesse proteine che si trovano nel latte di mucca e in quello umano ma...senza usarne una sola goccia.

Lo stesso processo di base per la sintesi di latte vaccino si applicherebbe dunque al latte di qualsiasi altro mammifero. Avrebbe solo bisogno di altri geni. Inoltre, secondo il team potrebbe essere l'alternativa per le persone che soffrono di allergie ai prodotti lattiero-caseari non umani. Un prodotto totalmente creato in laboratorio.

Come? I bio-hacker, di fatto, ingannano le cellule dei lievito di birra, spingendole a produrre una sostanza che dal punti di vista molecolare è identica al latte vaccino. Non a caso il loro prodotto si chiama Real Vegan Cheese.

Una branca che al momento il gruppo ha messo da parte, per via delle preoccupazioni per le possibili reazioni autoimmuni sollevate dalla Food and Drug Administration

Abbandonare il formaggio è uno dei sacrifici più duri che i vegani si trovano ad affrontare, sostiene uno dei membri del gruppo, Benjamin Rupert, chimico di professione e vegan da dieci anni: “Quello che stiamo facendo è identico alla proteine animali”.

Può sembrare strano, forse anche inverosimile e dai risvolti etici discutibili. Ma è tutto vero. La scienza ormai ha raggiunto le conoscenze e le capacità tali da permettere di “hackerare” il DNA in maniera semplice e neanche troppo costosa. Basti pensare che fino a qualche anno fa, il sequenziamento del genoma umano costava miliardi di euro. Ora, ne basta qualche migliaio. Partendo da questo presupposto, possiamo immaginare gli scienziati intenti a scrivere, lettera per lettera, il codice genetico fino ad ottenere il risultato voluto. Il costo per ogni lettera, ossia per un paio di basi azotate traducendolo in termini scientifici, è inferiore a 25 centesimi.

Tuttavia, anche se le finalità del progetto sono senza dubbio lodevoli (evitare di sacrificare vite animali o evitarne lo sfruttamento), non si può certo negare che le modalità siano discutibili. Ci stiamo sempre più avvicinando verso un mondo in cui il divario tra naturale e artificiale è sottile, dove anche i dilettanti possono giocare con la vita in cucina per produrre alimenti partendo quasi da zero.

La loro idea, lo scorso anno, è sbarcata anche su Indiegogo a caccia di fondi per dimostrare la fattibilità della produzione del Real Vegan Cheese dal lievito di birra.

Ma la strada per portarlo sugli scaffali dei negozi sarà lunga. Giudicate voi se per fortuna o purtroppo.

Francesca Mancuso

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