Boom di vegani e vegetariani in Cina, per combattere l'inquinamento

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Vegani e vegetariani. In Italia rappresentano il 6% della popolazione. Nel Regno Unito potrebbero diventare oltre il 50% della popolazione nel 2020. E in Cina? Nonostante qui la popolazione abbia tradizionalmente una dieta ricca di piatti a base di riso, in realtà, qui si mangia sempre più carne, che è ormai considerata come un segno di ricchezza.

I suoi tassi di consumo aumentano, fino a raddoppiare, riflettendo anche un aumento della prosperità per gran parte dei cinesi. Basti pensare che dentro i confini dell Paese asiatico si mangia ben metà della carne di maiale prodotta in tutto il mondo. Eppure, ci sono buone e grandi speranze per ambiente, salute e animali.

Parallelamente a questo trend del tutto insostenibile, ce n'è un altro che si va sempre più affermando, proprio per ragioni etiche, salutiste e, soprattutto, ambientali. È il boom di un nuovo popolo veg, che inizia a farsi strada fino a influenzare anche il mercato.

Ecco, allora, che prodotti specifici veg diventano sempre più presenti nei supermercati. O che aumentino i ristoranti vegetariani e vegani, come il Gingko Tree Café di Pechino, dove si possono gustare persino cookies e tiramisù preparati senza uova e latte. E come il Pure Lotus, che sempre a Pechino serve piatti a base di tofu, soia e verdure locali.

Si tratta, quindi, di una controtendenza tangibile, che cresce soprattutto nelle grandi città del Paese. Il merito è di una nuova ondata di consumatori consapevoli. Sono principalmente giovani, stufi di vivere soffocati dall'inquinamento.

Secondo Long Kuan, attivista veg, "i tempi sono davvero cambiati . Forse 10 anni fa mi chiedevano se ero buddista o qualcosa del genere, ma ora è completamente diverso. I giovani cinesi vogliono essere eco-friendly e compassionevoli. Hanno davvero a cuore l'ambiente e la qualità della vita, per via dell'inquinamento. E amano le creature di questo pianeta, dagli animali agli alberi".

Insomma, nel bel mezzo della corsa a diventare la più potente forza mondiale, in Cina i cittadini iniziano a riflettere sulle conseguenze che la massiccia e sregolata industrializzazione sta provocando. Per ora, solo il 4 o il 5 per cento dei cinesi ha scelto uno stile di vita veg. Se vi sembra poco, però, sappiate che stiamo parlando di circa 50 milioni di persone. Ed è un numero che sembra destinato a crescere, sotto il motto "Wo bu chi rou", "io non mangio carne".

Roberta Ragni

Photo credit Jane Mountain

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