Vegan Cuts

Alcuni di voi ne avranno sentito parlare. Le Snack Box o Product Box sono confezioni a sorpresa che contengono campioncini, novità e prodotti di prova - alimentari, per i bambini o per la bellezza, da ricevere direttamente a casa grazie ad un abbonamento, a cadenza settimanale o mensile. Negli Stati Uniti, l'iniziativa ha raggiunto il mondo vegan, con la Snack Box proposta da Vegan Cuts.

Di norma, il valore complessivo dei prodotti ricevuti dovrebbe risultare superiore rispetto a quanto si pagherà per l'abbonamento. Si tratta di un mezzo interessante per le aziende di diffondere, testare e far conoscere nuovi marchi e prodotti. Da una parte, una simile iniziativa legata al mondo vegan fa pensare ad un'apertura verso uno stile di vita che va via via diffondendosi soprattutto tra i più giovani, dall'altra parte, è impossibile non notare lo zampino del marketing e una nuova strategia di business.

Di certo può essere divertente ricevere dei prodotti a sorpresa, con nuovi snack da assaggiare di tanto in tanto, ma forse il contenuto delle Snack Box in versione vegan prodotte negli Usa non rappresenta esattamente la tipologia di alimentazione naturale che molte persone vorrebbero seguire. Si sa, gli Stati Uniti sono la patria del junk food e degli snack confezionati. Le Vegan Box appaiono allora come una proposta ancora radicalmente legata ad abitudini consolidate: meglio una barretta ai cereali confezionata rispetto ad un frutto fresco o a della frutta secca da sgusciare.

Chi si iscriverà al servizio, riceverà un assortimento composto da 7-10 snack vegan al mese, tra cui merendine ai semi di chia aromatizzate o dolcetti alle banane, patatine, caramelle e pop-corn. Il lato positivo di questi prodotti è che tutti risultano cruelty-free e che molti sono anche gluten-free, per andare incontro alle esigenze di tutti. Non contengono nemmeno olio di palma.

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L'idea dell'abbonamento ad una Vegan Cuts Snack Box potrebbe risultare carina per fare un regalo inaspettato agli amici vegan. Anche se, dando un'occhiata al contenuto, sorgono alcuni dubbi : patatine fritte, barrette energetiche e budini. Tutti prodotti industriali confezionati che saranno di certo cruelty free, ma forse pieni zeppi di oli vegetali non poco identificati. E allora non sarebbe meglio fornire gli ingredienti per permettere e promuovere l'autoproduzione? Magari corredati da un bel ricettario?

vegan box

vegan snack box 1

È forse più interessante la Vegan Box dedicata ai prodotti di bellezza, che permette di ricevere ogni mese da 4 a 7 prodotti cruelty-free per la cura del corpo, del viso e dei capelli.

In entrambi i casi, i costi non sono esattamente contenuti. Gli abbonamenti, infatti, partono da 15-20 dollari al mese - con spedizioni anche all'estero.

In conclusione, l'idea di fondo è carina e non del tutto da bocciare per quanto riguarda la diffusione dei prodotti e dei marchi vegan, ma abbiamo davvero bisogno di riceverli in abbonamento tutti i mesi? Uno sfizio ogni tanto è giusto che se lo concedano tutti, ma forse in nome di animali e ambiente trasformare il junk food in versione cruelty free non è proprio la strada più sostenibile. Voi cosa ne pensate?

Marta Albè

Fonte foto: vegancuts.com

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