A Bologna nasce la prima ‘osteria a tempo’: mangi quello che vuoi e paghi per quante ore rimani

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Ai tempi del coronavirus e del distanziamento sociale ci si attrezza come si può. A Bologna, Antonella De Sanctis e di Mirco Carati, i titolari del locale Vâgh íñ ufézzí (tradotto: vado in ufficio) si sono inventati l’osteria a tempo, dove il conto non si paga per quello che si è mangiato, ma per quanto tempo si rimane a tavola.

Tra i vicoletti bolognesi, in via dei Coltelli tra pandemia, nuove regole e restrizioni, due ristoratori hanno trovato un’idea originale per far fronte alle dimensioni ridotte del loro locale. E per adesso, in Italia,  questa osteria a tempo fa da pioniera.

Come funziona? Dal 5 ottobre la filosofia è totalmente cambiata. A Vâgh iń ufézzi non si paga più in base ai piatti ordinati, ma in base al tempo trascorso al tavolo. Il tutto per superare appunto le limitazioni imposte dalla pandemia e non essere costretti a chiudere l’osteria che ha solo 12 coperti.  Al momento c’è un turno da un’ora che costa 18 euro vini esclusi o da due ore 26 euro. In questo lasso di tempo, il cliente può mangiare a volontà, con bis e tris. Antonella e Mirco hanno raccontato la loro nuova gestione in una conferenza stampa organizzata proprio nel locale.

“Per sopravvivere abbiamo pensato a una vera e propria trasformazione. Ci hanno parlato di un vecchio locale di via del Pratello, il Ghiton, in cui si mangiavano solo fagioli. Più si stava, più si mangiava e si pagava. La lampadina si è accesa e senza tradire la nostra natura e la nostra cucina, abbiamo deciso di provare questa strada”, spiegano.

Per adesso, le cose sembrano andare bene e lo scontrino medio è rimasto invariato rispetto al passato. Nel prezzo, l’acqua e il pane sono inclusi mentre vino, birra, caffè eammazzacaffè sono a parte.

“Volevamo dare un valore al tempo trascorso a tavola, che negli ultimi mesi è diventato molto prezioso per chiunque si trovi a gestire un locale di dimensioni ridotte come il nostro”, dicono ancora.

L’osteria è aperta tutti i giorni tranne la domenica dalle 18 alle 2, si prenota in anticipo lo slot, indicando numero di commensali ed orario di arrivo: le due ore sono prenotabili solo negli orari pari, l’ora secca invece sempre.

Fonte: Vâgh iń ufézzi – ustarî

Leggi anche:

 

 

 

 

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Naturale Bio

Tè matcha per restare in forma: come introdurlo nella propria dieta

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook