“L’e’ maiala”: a Firenze aprira’ la prima osteria-baratto

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Combattere la crisi a colpi di baratto!L’è maiala“, la nuova osteria fiorentina che aprirà i battenti a fine mese, è il primo ristorante italiano in cui sarà possibile pagare il conto anche con il baratto, dando in cambio frutta, verdura o pezzi di artigianato.

I clienti – al momento della prenotazione – potranno scegliere se pagare la cena mettendo mano al portafoglio, o se, invece, contrattare con i gestori forme alternative di pagamento, come frutta, verdura, prodotti locali o pezzi di artigianato. Un modo per far sentire meno la crisi (non a caso “l’è maiala” significa ” è dura” in dialetto toscano) e riportare in auge una forma di pagamento antichissima, all’insegna della sostenibilità.

La prima osteria-baratto d’Italia, dotata di 40 coperti, ha l’aspetto di una vecchia osteria rustica, con un tocco più chic e contemporaneo.

Come la crisi che tutti oggi stanno vivendoha spiegato al Corriere fiorentino la titolare Donella Faggioli – e che noi, per venire incontro a chi in tempi di ristrettezze non vuole comunque rinunciare a qualche cena fuori, combattiamo offrendo la possibilità di pagare in beni reali anziché con i soldi“.

Si potranno barattare i prodotti della terra, ma anche pezzi d’antiquariato, opere di modernariato, “cose concrete insomma, e possibilmente legate alla tradizioni e ai costumi toscani: non vogliamo certo diventare un incrocio tra un’osteria e un robivecchi“.

E la cucina?

Servirà esclusivamente prodotti locali e proporrà al pubblico piatti tipici toscani, recuperando le antiche tradizioni del territorio.

La cucina è quella della nonna, tanto per intendersi – ha concluso Faggioli – A prezzi, ovviamente, popolari e anticrisi“.

Ma non è tutto, perché la domenica ci sarà un menu particolare, studiato ad hoc, e per chi non vuole mangiare nel locale sarà attivo un servizio “Take away” di rosticceria per pasti veloci ed economici da consumare a casa.

Nata da un’idea dell’agenzia Stranomondo, l’osteria “L’è maiala” sarà giudicata da molti come una semplice operazione di marketing, ma se questa viene abilmente incontro alle esigenze dei cittadini, aiutandoci a riportare in auge i valori del recupero e del baratto, vorrà dire che siamo entrati nell’epoca del marketing sostenibile. E questo non ci dispiace!

Verdiana Amorosi

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