Locanda dei girasoli: 130 mila firme per salvarla, ma ancora non bastano

Locanda dei Girasoli

La Locanda dei Girasoli rischia di chiudere, e questa volta davvero. Non sono voci ma a lanciare una richiesta d’aiuto dalla propria pagina Facebook sono stati i lavoratori, ben 10, tutti assunti a tempo indeterminato. La petizione, lanciata dal papà di una delle lavoratrici, ha già raccolto 127mila firme.

Carlo Tagliabue, papà di Anna che lavora alla Locanda insieme ad altri 11 ragazzi down o autistici, ha deciso di chiedere aiuto anche sul web, dopo essersi rivolto alle istituzioni.

“La risposta della società civile è stata entusiasmante, abbiamo avuto molte dimostrazioni di solidarietà che ci hanno fatto sentire meno isolati Non abbiamo invece avuto risposte dalle istituzioni, nonostante gli impegni presi sui media ed in televisione”.

Purtroppo le entrate della Locanda non riescono a coprire le spese. Anche se il locale è sempre pieno il sabato e la domenica, gli altri giorni della settimana ha una scarsa affluenza, complice anche la posizione non proprio centrale e fuori mano.

Il locale si trova infatti in via dei Sulpici 117 H, nel quartiere Quadraro, a Roma. Dalla sua nascita, nel 1999, è stato un esempio di integrazione e di riscatto, nel quale un gruppo di ragazzi con disabilità ha avuto le possibilità che meritava, lavorando e mettendosi in gioco.

Eppure i prezzi sono accessibili. Per incentivare l’affluenza durante i giorni infrasettimanali, la Locanda propone anche dei menu low cost, dall’antipasto al caffè.

Un esempio di inclusione a livello internazionale

Un’iniziativa che da oltre un decennio fa parlare di se, non solo in Italia ma in tutto il mondo, offrendo una bellissima realtà basata sull’inclusione sociale e lavorativa.

Oggi alla locanda lavorano 10 ragazzi, 9 con sindrome di down e uno con autismo. Giovani che regalano cortesia e un sorriso a ogni cliente, offrendo anche un’ottima pizza.

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Si tratta di un vero e proprio progetto economico, basato sull’autosufficienza dei ragazzi che vi lavorano.

Ora però serve un aiuto in più per permettere loro di continuare.

Non è la prima volta che accade. Già qualche anno fa la Locanda aveva attraversato un brutto momento, rischiando la chiusura ma era riuscita a scamparla.

Questa volta la situazione è più seria. A dirlo a RomaToday è stato Enzo Rimicci, presidente del Consorzio Sintesi che, dal 2013, sostiene il ristorante:

“Purtroppo siamo penalizzati dall’ubicazione e di conseguenza, con un solo turno di lavoro, non riusciamo ad andare in pareggio. Servirebbe pertanto un’altra sede. Ho scritto a tutti i gruppi parlamentari, alle ultime due giunte comunali ed a quella di Zingaretti, non chiediamo che ci regalino un locale, anche perché non è nella nostra filosofia. E non possiamo spostarci neppure in centro, perchè non abbiamo la licenza adatta. Questi problemi li abbiamo già descritti alle istituzioni. Tuttavia ci sembra incredibile che, in una città come Roma, non vi sia uno spazio adatto alle nostre esigenze. Una soluzione potrebbe essere quella di mettere a bando anche i locali sequestrati alle mafie. Se corrispondono alle nostre esigenze – noi possiamo decidere di parteciparvi”.

Come aiutare: la petizione

In primo luogo, se viviamo a Roma possiamo per aiutare gli splendidi “girasoli” della locanda andando a mangiare presso la loro pizzeria, in attesa che le istituzioni facciano la loro.

Inoltre, è possibile aiutarli firmando la petizione su Change rivolta alla Sindaca di Roma Virginia Raggi perché “tra i tanti immobili del Comune, trovi una proposta adeguata a dare continuità a questo progetto di lavoro e di autonomia per i nostri ragazzi” si legge.

Per firmare la petizione clicca qui

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Francesca Mancuso

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