Doggy bag: a chiederla è solo 1 italiano su 3

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Portare gli avanzi a casa dal ristorante, ovvero la doggy bag, è una buona pratica green seguita solo da un italiano su tre.

È quanto emerge dall’indagine online condotta da Coldiretti, che evidenzia come una fetta rilevante della popolazione (il 24%) quando va a mangiare fuori casa lasci sulla tavola gli avanzi semplicemente perché si vergogna di chiedere di portarli con sé.

Se portare a casa il cibo avanzato è un comportamento molto diffuso da anni in altri Paesi come gli Stati Uniti (dove la doggy bag è una prassi consolidata a partire dalla first lady Michelle Obama), qualcosa comincia a cambiare anche in Italia dove di fronte a questa nuova esigenza “la ristorazione si attrezza e in un numero crescente di esercizi, per evitare imbarazzi, si chiede riservatamente al cliente se desidera portare a casa il cibo o anche le bottiglie di vino non finite e si mettono a disposizione confezioni o vaschette ad hoc“, riferisce la Coldiretti.

Secondo l’indagine, i comportamenti degli italiani al ristorante o in pizzeria sono coerenti con quanto sta avvenendo nelle case. Con la crisi, infatti, si sta registrando un’inversione di tendenza con quasi tre italiani su quattro (73%) che hanno tagliato gli sprechi a tavola nel 2013. Secondo una ricerca Coldiretti/Ixe’, in particolare, il 45% degli italiani ha ridotto gli sprechi e il 28% li ha addirittura annullati, mentre una percentuale del 26% non ha cambiato il proprio comportamento.
Se la crisi economica ha un aspetto positivo forse allora è proprio questo, alla luce di una situazione in cui ogni persona in Italia ha comunque buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari nel corso dell’anno.

Ancora un po’, dunque, serve per sdoganare un comportamento che ha solo del buono. Non pensate a come possono giudicarvi gli altri e mettete una volta per tutte in pratica i vostri buoni propositi e principi green chiedendo di portare con voi ciò che avanza al ristorante.

Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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