Biostopper, il dispositivo italiano che blocca la trasmissione dei virus e rende inutile il plexiglas al ristorante (e non solo)

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Stare seduti faccia a faccia con i propri amici. Ai tempi del coronavirus sembra quasi un lusso. Ma a offrire una soluzione innovativa è Mario Palazzetti. No, non è una barriera fisica di plexiglas. Si chiama Biostopper e promette di farci stare tranquilli al tavolo del nostro ristorante preferito, ma anche nel nostro ufficio o al bar o a scuola.

Un’idea a dir poco futuristica, ma semplice prodotta dalla mente di Mario Palazzetti, già ideatore del sistema frenante Abs mentre lavorava come progettista del centro ricerche Fiat.

“L’idea è quella di mettere un oggetto in mezzo al tavolo in grado di creare una barriera biologica tra i commensali” ha detto Palazzetti a Report.

Una barriera immateriale, invisibile e decisamente meno fastidiosa e scomoda rispetto a quelle pensate oggi. Come? Il dispositivo piazzato al centro del tavolo crea dei vortici tra i commensali, che vanno in direzioni diverse. In questo modo, c0me spiega Palazzetti, si crea un isolamento biologico tra le due persone che può “aumentare” le distanze tra l0ro.

Il biostopper isola biologicamente ogni persona creandole intorno un vortice, in gradon di far ricadere vicino al nostro corpo le particelle che emettiamo mentre parliamo, senza invadere lo spazio di chi ci sta di fronte.

La soluzione, che sta già facendo esultare i ristoratori, potrebbe essere applicata in qualunque altro luogo chiuso dove sono presenti più persone a  distanza ravvicinata. E senza ricorrere al fastidioso plexiglas.

Sono già partiti i test da parte del Politecnico di Torino. Quelli condotti finora riguardano le particelle proiettate alla distanza maggiore, che la barriera del biostopper dovrebbe contrastare. Ma solo quando le particelle che emettiamo parlando non raggiungeranno chi ci sta di fronte si passerà a un prototipo reale.

Una soluzione low cost, facile da produrre e risolutiva in vista anche di nuove epidemie.

Fonti di riferimento: Report

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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