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Pochi – ma buoni – ingredienti e una giusta ricetta hanno dato vita alle testecalde, dieci ragazzi diversamente abili inseriti del mondo del lavoro. Hanno aperto da appena un paio di giorni ma stanno già facendo impazzire i social e il web.

Il merito è della loro nuova pizzeria-spaghetteria- ristorante, che si chiama, appunto, 'Testecalde'. Si trova a Rutigliano, nel Barese, ed è frutto della collaborazione tra la cooperativa 'Dis-Abilità e Lavoro', la Comunità di Sant'Egidio e le aziende del settore gastronomico Birra Peroni e Divella.

Il locale consente a 10 persone disabili, aiutati da volontari e professionisti del settore, di acquisire una preparazione completa e di livello. L'accompagnamento formativo permette loro di entrare nel mondo del lavoro gradualmente, per farne dei veri professionisti.

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L'iniziativa è gemellata con la storica "Trattoria de Gli Amici" di Trastevere a Roma, una iniziativa promossa dalla Comunità di Sant'Egidio e attiva da oltre 10 anni, e mira ad accrescere le capacità, le conoscenze e le abilità professionali dei ragazzi e delle ragazze disabili e a favorirne l'inserimento lavorativo nel settore della ristorazione, in forma stabile o attraverso tirocini formativi.

"Dal servizio ai tavoli alla spillatura delle birre al bancone al 'Testecalde' i giovani impareranno il mestiere nella ristorazione - un settore molto vivo nonostante la crisi – con cui crescere e diventare autonomi" sostiene Michele Tatone Direttore Vendite sud Italia di Birra Peroni.

Il progetto nasce dal cuore di chi, da anni, è al fianco di bambini e ragazzi con disabilità attraverso tre centri diurni presenti sul territorio impegnati in attività ludiche e terapeutiche e supportato da chi spera che con il proprio aiuto si possa contribuire a migliorare il cammino riabilitativo e di integrazione sociale di molti giovani diversamente abili e delle loro famiglie, con la speranza di creare anche occupazione.

"Siamo molto contenti di collaborare in qualche modo alla nascita di "Testecalde" a Rutigliano - ha dichiarato Stefano Carmenati, Amministratore della Comunità di Sant'Egidio, l'esperienza e il successo della nostra "Trattoria de Gli Amici" a Roma, mostrano come l'inserimento al lavoro di persone con disabilità nel mondo della ristorazione non sia un peso o un problema, ma un valore aggiunto e una grande opportunità per tutti. Possiamo dire che è stata una sfida vinta. Siamo davvero contenti che altri amici inizino con noi questa avventura e auguriamo loro un grande successo".

Contro la discriminazione e l'esclusione sociale, uno slogan tutto gastronomico: "5 cose che una pizza non farà mai: lasciarti, chiamarti stupido, rifiutarti, maltrattarti, insultarti". Pronti per andare a trovarli? In fondo... siamo tutti Testecalde!

Roberta Ragni

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