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Confettura di pesche fatta in casa senza zucchero aggiunto

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Confettura di pesche senza zucchero! Questo è il momento giusto per fare in casa una conserva fai-da-te per l’inverno sana e nutriente con questi buonissimi frutti estivi. Da servire per la prima colazione su una fetta di pane casareccio tostato oppure utile per guarnire dolci e crostate.

La preparazione è molto semplice, ma ricordate di seguire sempre i nostri consigli sulla sanificazione e pastorizzazione dei barattoli, perché ci sono dei passaggi da effettuare che rendono sicure le conserve fatte in casa, e che una volta aperta va consumata nel giro di pochi giorni.

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Per fare una buona confettura di pesche è importante scegliere il frutto giusto: dovrà essere ben maturo e possibilmente biologico e a km zero, in modo da garantire la giusta dolcezza e l’assenza di pesticidi. L’aggiunta di un pezzettino di mela, preferibilmente con la buccia, vi aiuterà ad addensare il composto accorciando così i tempi di cottura. 

Ingredienti

  • 1 kg di pesche biologiche 
  • 1 mela biologica 

Come preparare la confettura di pesche senza zucchero: procedimento

  • lavare le pesche mettendole a bagno in acqua e bicarbonato, sciacquarle bene e farle sgocciolare
  • dividerle in spicchi e tagliateli ancora fino a ottenerne 4-5 cubetti ciascuno
  • metterle in una pentola dal fondo spesso e aggiungere anche la mela sempre tagliata a pezzi
  • iniziare a cuocere a fuoco bassissimo avendo cura di mescolare spesso
  • quando la frutta si sarà ammorbidita sarà possibile, la si può lavorare con un frullatore ad immersione per eliminare i pezzettini
  • rimettere quindi sul fuoco e continuare a cuocere fin quando la confettura non si addenserà come preferite
  • a fine cottura riempire i barattoli già sanificati lasciandoli vuoti almeno un centimetro dal bordo, chiudere con i coperchi e rimettere in pentola per la pastorizzazione

La confettura di pesche senza zucchero potrà essere conservata in dispensa al riparo dalla luce per sei o sette mesi, ma ricordate che, una volta aperta, dovrà essere riposta in frigorifero e consumata entro pochi giorni.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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