sistema bio

Il biologico italiano è davvero sicuro? Può rappresentare la risposta allo scandalo della carne di cavallo che sta invadendo l'Europa? Dopo la maxi-truffa scoperta a dicembre 2011 le risposta a queste domande non erano certo così scontate. Gli episodi di contraffazione che avevano colpito il anche mondo del bio hanno fatto vacillare non poco la fiducia dei consumatori. Per questo e per rendere il biologico a prova di frode è nata la nuova piattaforma lanciata da FererBio durante il Biofach di Norimberga, un nuovo sistema di controlli per ottenere una certificazione di produzione biologica che garantisca alimenti sicuri sulle tavole dei consumatori.

Lo scorso venerdì a Biofach presso lo stand del consorzio “Il Biologico” il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla ha firmato l’accordo con la software house austriaca Intact per la la realizzazione in Italia delle prima piattaforma informatica internazionale per la tracciabilità dei prodotti biologici. La piattaforma dovrebbe essere pronta in tempi brevi e diventare operativa già a luglio.

Di che si tratta? Un sistema che può rendere ancora più chiara e trasparente la provenienza delle materie prime e il cosidetto bilancio di massa, ossia il fatto che prodotti che escono non possono esser superiori a quelli che entrano. In questo modo sarà garantita una maggiore sicurezza lungo la filiera, anche dove i passaggi sono molteplici e complessi.

La piattaforma internazionale per la tracciabilità delle produzioni e delle transazioni commerciali si collegherà inoltre alla banca dati Data Bio dei certificati di tutti gli operatori del settore che FederBio sta sviluppando in collaborazione con ACCREDIA, l’ente unico nazionale di accreditamento degli organismi di certificazione, e con il sistema informatico nazionale per il biologico che ha realizzato il ministero delle Politiche agricole, ma si estenderà anche all'estero.

"Il biologico italiano può utilizzare una piattaforma tecnologica informatica, già in uso in Austria dove c'era stato uno scandalo sul grano, attraverso la quale è possibile tracciare e rintracciare tutte le partite di prodotto che si intendono immettere nel circuito informatico partendo dal produttore agricolo al consumatore finale" ha detto Fabrizio Piva, amministratore delegato di CCPB, ente di certificazione biologico.

Così, attraverso la piattaforma sarà possibile gestire e controllare facilmente tutte le superfici coltivate per i prodotti che possono presentare delle criticità, ad esempio a causa delle crescenti importazioni (cereali e materie prime per i mangimi animali), garantendo la verifica delle quantità e della tracciabilità. Nonostante sia stato pensato per il settore italiano, il database censirà anche le informazioni delle aziende straniere fornitrici delle imprese italiane.

"Per alcune produzioni, in particolare per quelle destinate all'alimentazione degli animali, come la soia, il girasole, il mais e altri cereali, l'Italia è deficitaria e deve rifornirsi all'estero di parte del suo fabbisogno, anche perché manca del tutto una qualsiasi strategia a livello ministeriale e regionale per incentivare tali coltivazioni sul territorio nazionale.spiega Paolo Carnemolla - Il nuovo sistema, a cui hanno già annunciato l'adesione le maggiori catene della grande distribuzione e del canale specializzato, stoccatori, mangimifici e imprese molitorie, prevede che anche la più piccola partita di prodotto che entra nelle filiere italiane venga monitorata fin dall'azienda di produzione agricola, ovunque essa si trovi".

Secondo Carnemolla, l'ambizione del sistema è quella di diventare a breve lo standard di fatto a livello europeo.

Francesca Mancuso

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