lactalis

Sapevate che su tre litri di latte a lunga conservazione sui quattro venduti nel nostro paese con marchi del Made in Italy, sono già stranieri? È quanto emerge da un rapporto di Coldiretti, secondo cui gran parte del latte italiano o presunto tale, è già nelle mani di aziende straniere, senza alcuna indicazione per il consumatore. Stessa cosa avviene anche per alcuni formaggi. Secondo Coldiretti, infatti, anche la metà delle mozzarelle che troviamo sugli scaffali dei supermercati sono fatte con lo stesso latte.

La segnalazione arriva proprio mentre Lactalis, la più grande impresa lattiero-casearia d'Europa ha lanciato un'opa su Parmalat. In realtà, oltre all'acquisto della Parmalat, Lactalis era già presente in Italia e in maniera preponderante, visto che detiene il controllo del 26 % del mercato azionale. Solo nel 2010, la filiale italiana di Lactalis ha generato una cifra d’affari intorno al 1,4 miliardi di euro. Fabrizio Gabarrino, allevatore piemontese di ARI spiega: “Lactalis compra già in Italia 6 milioni di litri di latte (quasi il 6% di tutto il latte italiano, per oltre il 60% proveniente da Piemonte e Lombardia) da circa 700 fornitori. Ci lavorano 3.200 persone e controlla oltre 70.000 punti vendita. Un gruppo, quello francese, che in media negli ultimi anni ha acquisito un’impresa ogni 3 mesi, portando il suo indebitamento, con l’OPA Parmalat, al limite che gli hanno fissato le banche. Un’impresa familiare che rischia di somigliare molto alla vecchia Parmalat dei Tanzi”.

E non è tutto. Anche i cugini francesi sono piuttosto arrabbiati con il gruppo lattiero. Il 1° giugno si terrà a S. Etienne il processo agli allevatori francesi che avevano protestato, nel maggio 2009, per il taglio del 30% del prezzo del latte pagato da Lactalis. Stando a quanto riporta l'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica, l'AIAB, "l’industria decide di abbassare il prezzo del latte da 0,33 €/kg della campagna 2008/2009 a 0,27€ per la campagna 2009/2010. D’un solo colpo le aziende si ritrovano in media a perdere oltre 13.000 €, di fatto la remunerazione del lavoro di un anno".

Ma non solo. Crocevia e Via Campesina Europa, insieme ad AIAB e ARI, hanno denunciato anche il fatto che la Lactalis stia violando i diritti sindacali e stia denunciando un piccolo produttore per danni.

La soluzione, secondo Coldiretti, è favorire il Made in Italy: "L’italianità - sostiene Coldiretti - va difesa a partire dalla garanzia di provenienza del prodotto che viene venduto dietro marchi italiani per difendere il lavoro dei 40mila allevamenti italiani dal rischio che vengano spacciati come Made in Italy prodotti importati dall’estero e per questo occorre rendere pubblici i dati relativi alle ditte di destinazione delle importazioni di latte dall’estero. Servono dunque un progetto industriale che si impegni su un Made in Italy che, oltre al marchio, acquisti materie prime nazionali, ma è anche determinante - conclude la Coldiretti - rendere obbligatoria l’indicazione in etichetta dell’origine territoriale del latte a lunga conservazione e di quello impiegato per le produzioni casearie, come peraltro previsto dalla legge approvata all’unanimità dal Parlamento all’inizio dell’anno".

Francesca Mancuso

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