mense_scolastiche

Nelle mense delle scuole e degli uffici pubblici italiani verranno ridotte le quantità di carne e al posto delle uova tradizionali, provenienti da galline in gabbia, verranno servite uova biologiche.

Queste le novità introdotte nel nuovo Piano d'azione per la sostenibilità ambientale sui consumi della Pubblica amministrazione, diventato realtà anche grazie alle ripetute sollecitazioni della LAV, che da tempo suggerisce al Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare un nuovo modo di concepire la gestione degli approvvigionamenti alimentari, d’ora in poi programmati e decisi anche in funzione del loro impatto ambientale.

Il piano, redatto dal Ministero dell'Ambiente (che recepisce una Comunicazione della Commissione Europea del 2003) diventerà ufficiale nelle prossime settimane. Le novità riguardano soprattutto i nuovi criteri per l’acquisto di beni e servizi, che dovranno essere rispettosi dell’ambiente: dalla carta per le stampanti ai serramenti, dalle derrate alimentari ai servizi di ristorazione scolastica. E per definire questi criteri è stata coinvolta proprio la LAV.

Siamo molto soddisfatti per il recepimento di alcuni importanti concetti suggeriti, - hanno commentato Roberta Bartocci e Paola Segurini, del settore Vegetarismo della LAV - che si concretizzeranno in una maggiore attenzione di tutte le Amministrazioni pubbliche al benessere animale e all’impatto ambientale prodotto dagli allevamenti”.

Ma in breve cosa cambierà?
In sostanza, nella gestione delle mense presenti all’interno di strutture pubbliche, coloro che si occupano dell’acquisto dei cibi dovranno tenere conto di nuovi importanti aspetti; tra questi:
1) la formazione del personale addetto alle mense, che dovrà prevedere anche un iter formativo su alimentazione, salute e ambiente, includendo anche il tema dell’opportunità di ridurre i consumi di carne e dell’impatto ambientale provocato dagli allevamenti di animali;

2) Nell’approvvigionamento delle uova da destinare alle mense, il nuovo documento prevede che la quota di uova non proveniente da allevamenti biologici provenga obbligatoriamente da allevamenti all’aperto, escludendo così il ricorso a uova provenienti da galline allevate in gabbia.

In funzione di queste novità quindi, ogni nuova gara d’appalto terrà conto anche del rispetto di questi criteri ambientali da parte delle aziende partecipanti.

L’accoglimento dei criteri suggeriti dalla LAV rappresenta un notevole riconoscimento. - hanno detto in conclusione Roberta Bartocci e Paola Segurini - Il documento prodotto dal Ministero sarà un importante strumento da utilizzare nei rapporti della LAV con le Amministrazioni comunali, e non solo, per favorire l’adozione di menu vegetariani nella ristorazione collettiva”.

Ma facciamo due conti…
Se le aziende di ristorazione e le amministrazioni appaltatrici prevedessero un giorno vegetariano a settimana, si risparmierebbero circa 3.320 tonnellate di CO2 ogni giorno e 126.160 all’anno.
Considerando invece i consumi delle uova nelle mense scolastiche, che attualmente corrispondono ad un uovo a settimana per ogni bambino, sostituendo le uova provenienti da galline in gabbia con uova provenienti da allevamenti biologici, si libererebbero 271.000 galline ogni anno.

Non male, no?

Verdiana Amorosi

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