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La portulaca è ricca di acidi grassi Omega 3: l’erbaccia che non dovresti eliminare, ma mangiare

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La portulaca è considerata un’erbaccia infestante per orti e giardini. Scopriamo perché, invece, è bene mangiarla

La portulaca è una pianta che cresce spontanea, per questo considerata un’erbaccia o una pianta infestante. Ma è molto di più, perché la portulaca ha grandi proprietà benefiche per il nostro organismo, in primis è molto ricca di acidi grassi Omega 3. (Leggi anche: Omega 3: riducono il rischio di diabete tipo 2)

Nell’antichità, in particolare nell’antico Egitto, era nota come pianta medicinale. Poi, durante il Medioevo, si è sviluppata nei Paesi Arabi e nel bacino del Mediterraneo, dove la portulaca iniziò a essere addirittura coltivata per le sue grandi foglie succulente.

La varietà oleracea è ottima da mangiare, contiene più Omega 3 di qualsiasi altra fonte vegetale; questi sono considerati importanti per prevenire malattie cardiovascolari, migliorare la circolazione e ridurre il colesterolo LDL. In particolare, in 100 grammi di foglie di portulaca vi sono all’incirca 350 mg di acido α-linolenico, ossia acidi grassi del gruppo Omega-3. (Leggi anche: Portulaca: come coltivare nel tuo giardino questa benefica pianta, considerata da troppi solo un’erbaccia)

Oltre alla portulaca oleracea spontanea troviamo anche la varietà portulaca sativa, più adatta alla coltivazione in giardini, aiuole o vasi.

Ma non è tutto, perché questa pianta è ricca di vitamina A, B, C ed E, betacarotene, e sali minerali essenziali come magnesio, ferro, potassio, acido folico e calcio.

Alla portulaca sono attribuite anche proprietà:

  • diuretiche
  • depurative
  • dissetanti
  • anti-diabetiche

La medicina popolare la utilizza per trattare alcuni disturbi intestinali, dalla diarrea al vomito, fino addirittura alle emorragie post-partum. Inoltre, le foglie di portulaca possono essere utilizzate come impacco in caso di:

Questa pianta commestibile può essere consumata cruda in insalata oppure cotta e usata per arricchire minestre, zuppe, frittate, come ripieno per la pasta fresca fatta in casa, o ancora conservata sott’aceto o fritta in una golosa pastella. Oggi, purtroppo, la portulaca risente moltissimo dei diserbanti usati in agricoltura, per cui la sua presenza spontanea è molto diminuita. 

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.
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