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Via carne e pesce dalle mense. Le università di Berlino verso menù vegetariani per una giusta causa

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Svolta nelle università di Berlino: nelle mense verranno serviti quasi esclusivamente piatti vegetariani e vegani. Per gli studenti tedeschi la crisi climatica si combatte innanzitutto partendo dalle scelte alimentari quotidiane

Addio a salsicce, pollo al forno e affettati. Queste pietanze a base di carne potrebbero essere presto un lontano ricordo per gli studenti universitari di Berlino. Da adesso in poi, infatti, le mense universitarie della capitale tedesca proporranno dei menù vegani per il 68% e vegetariani per il 28%. Carne e pesce – provenienti da agricoltura e pesca sostenibili – costituiranno soltanto il 4% dei piatti destinati agli studenti.

L’importante scelta delle università berlinesi riflette la presa di consapevolezza del pesante impatto dell’alimentazione sulla crisi climatica e sull’inquinamento. Insomma, gli universitari tedeschi sono pronti a rinunciare volentieri a carne e pesce per proteggere il futuro del Pianeta. 

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“Il nuovo piano alimentare è stato sviluppato perché gli studenti ci hanno ripetutamente contattato con il desiderio di rendere il cibo nelle mense ancora più rispettoso del clima – spiega Daniela Kummle, a capo dell’associazione studentesca Studierendenwerk – Il grande successo delle mense vegetariane e vegane sottolinea che le scelte di consumo alimentare degli studenti sta cambiando e che c’è una chiara tendenza verso una riduzione dei prodotti di origine animale.

In Germania già da oltre 10 anni nelle grandi caffetterie viene inserito sul menù una proposta vegana, il cosiddetto “piatto climatico”, a base di ingredienti freschi e di stagione. E adesso anche gli studenti di Berlino sono pronti a fare la loro parte per tutelare la Terra. 

Le università di Berlino in prima linea nella lotta alla crisi climatica 

Per le università di Berlino la questione ambientale non è un problema da sottovalutare e non a partire dalle scelte alimentari nelle mense. Sono sempre di più gli atenei che si stanno attivando per combattere la crisi climatica. Per citare qualche esempio, la Humboldt University si è posta l’ambizioso obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2030, mentre la Technische Universität punta a fare lo stesso entro il 2045. Ciò significa che anche gli edifici dovranno essere ristrutturati adeguatamente per dare avvio a questa svolta ecologica.

Inoltre, negli ultimi anni centinaia di docenti e altri dipendenti delle università hanno deciso di rinunciare ai voli a corto raggio per i loro viaggi di lavoro, firmando un documento in cui si impegnano in tal senso per ridurre l’inquinamento. 

A Berlino è in atto una vera e propria svolta green. E viene naturale porsi una domanda: perché le università italiane non prendono spunto per fare qualcosa di concreto per il clima? 

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Fonte: Spiegel /Studierendenwerk Berlin

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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