cassetta verdura gas

Complice la crisi ed una maggiore consapevolezza alimentare, gli italiani stanno gradualmente cambiando il loro modo di fare la spesa, andando alla ricerca di prodotti biologici e di qualità, ma i cui prezzi risultino il più possibile contenuti. I GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) hanno lo scopo di offrire a famiglie, singoli individui e realtà collettive la possibilità di accedere a prodotti sani, provenienti dal territorio locale ed a costi non eccessivi.

Una recente inchiesta condotta da Altroconsumo solleva però alcuni dubbi sul comportamento, a volte scorretto, tenuto dai fornitori a cui i GAS presenti nelle due maggiori città della penisola si rivolgono per l'acquisto dei prodotti richiesti dai loro membri, i "gasisti".

Coloro che aderiscono ai GAS sono spinti dal desiderio di sostenere un'economia alternativa, che possa favorire le piccole aziende locali e che non rientri nei circuiti della grande distribuzione, garantendo che i prodotti acquistati percorrano la minore distanza possibile per giungere sulle tavole dei consumatori, all'insegna sia del rispetto dell'ambiente che della possibilità di avere a disposizione prodotti freschi, di stagione ed economici lungo tutto il corso dell'anno.

Altroconsumo ha deciso di contattare oltre 30 aziende che si occupano di fornire numerosi GAS di Roma e Milano ed ha acquistato presso di loro frutta, verdura, carne e formaggio, quasi sempre dichiarati come di origine biologica. Tali prodotti sono stati sottoposti al vaglio di esperti che ne hanno evidenziato l'eventuale presenza di pesticidi o farmaci e ne hanno valutatole condizioni igieniche. Dalle indagini è emerso come su alcuni campioni di uva fossero presenti dei pesticidi. E non solo.

Per quanto riguarda la carne, non è stata rilevata la presenza di farmaci nei prodotti provenienti da allevamenti biologici (sebbene il loro utilizzo sia concesso nel caso non vi siano alternative, sulla base di regole estremamente rigide), ma per quanto riguarda i fornitori di Roma è stata riscontrata una certa disomogeneità nei tagli, a volte troppo sottili, altre di dimensioni esagerate, aspetto che può renderne difficile la conservazione.

Relativamente alla frutta ed alla verdura, in alcuni casi la qualità dei prodotti ricevuti è risultata inferiore alle aspettative per via della scarsa pulizia effettuata su frutta ed ortaggi e a causa di modalità di conservazione insoddisfacenti, che possono condurre i prodotti vegetali ad un rapido deterioramento, con un conseguente aumento degli scarti al momento del consumo. Altroconsumo ha deciso di effettuare dei test su alcuni campioni di uva, frutto considerato a rischio per quanto concerne l'impiego di pesticidi, la cui presenza è stata purtroppo rilevata in tre casi, sebbene l'uva in questione fosse stata presentata come biologica dai fornitori, anche se non dotata di certificazione.

Per quanto concerne i formaggi, sono stati esaminati prodotti come la crescenza ed il primo sale, formaggi freschi che in quanto tali possono presentare problemi igienici nella loro conservazione. In un formaggio venduto a Milano sono state individuate quantità elevate di un batterio la cui presenza indica condizioni di scarsa igiene, mentre a Roma in uno dei formaggi analizzati è stata accertata la presenza di alfatossine, delle sostanze potenzialmente cancerogene derivate dai mangimi.

Di fronte a quanto rilevato, Altroconsumo si appresta a porgere alcuni consigli a coloro che si occupano della gestione dei GAS e del ritiro dei prodotti presso i fornitori, che comprendono, tra l'altro, la richiesta di migliori condizioni di conservazione ed imballaggio per frutta e verdura, l'indicazione precisa e non ingannevole della presenza di prodotti biologici e/o di prodotti a chilometri zero, l'inserimento di caratteristiche dettagliate nella descrizione dei prodotti nel listino degli ordini e larichiesta di indicazioni precise sul confezionamento sicuro di prodotti facilmente deteriorabili come carne e formaggi.

Leggi qui l'inchiesta completa.

Marta Albè

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