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Basta alla solita stessa pizza uguale ovunque e in qualsiasi stagione! A Cessalto, in provincia di Treviso è stata consegnata dalla Coldiretti la prima Targa a "chilometri zero" alla "Pizzeria da Bepi", la prima ad essersi "ribellata" al solito cliché della "4 stagioni" tutto l'anno per offrire ai suoi clienti solo pizze con prodotti locali e ingredienti legati alla stagionalità.

L'arrivo nei menù delle pizze "a chilometri zero" realizzate cioè con prodotti che cambiano secondo il periodo e in base alla località con ingredienti "presenti in quella zona ed in quel momento nell'orto, nel bosco o nel mare" è quanto auspicato dall'Associazione degli agricoltori che ha dichiarato guerra alle pizze che, proponendo le stesse varietà tutto l'anno, sono spesso obbligate ad utilizzare prodotti "conservati o importati dall'estero, con il risultato che oltre la metà delle pizze servite nelle 25mila pizzerie nazionali non contengono prodotti Made in Italy".

Le ricette proposte dalla pizzeria trevigiana gestita dai titolari Rodolfo e Fabio, invece, variano in base alla "produzione reperibile nelle campagne limitrofe in quel momento per garantire il legame con il territorio ed evitare la perdita di  freschezza e genuinità delle pizze standard". Così facendo contribuiscono a salvare anche il clima in quanto, come spiega la Coldiretti e come sapete bene anche voi, riducono al minimo i prodotti che consumano energia per la conservazione e soprattutto per il trasporto, ossia di cibi che debbono percorrere migliaia di chilometri con mezzi inquinanti prima di giungere in tavola.

Ecco allora che sul menù sarà possibile gustare in questo periodo la pizza "Primavera" realizzata con "la prima rucoletta trovata nell'orto di casa e della cipolla di Chioggia rigorosamente grigliata". Ancora per poco sarà disponibile quella "Invernale" in quanto la coltivazione di Radicchio Rosso, il re degli ortaggi a Treviso e dintorni, sta per finire. Gli amanti del pesce poi possono optare per la "Caorlotta" realizzata con le seppie pescate nell'Adriatico nei pressi della località balneare di Carole, mentre chi preferisce le erbe di campo non può perdere la "Bosco d'Olmé" fatta con gli asparagi selvatici e le gemme di luppolo cresciute spontaneamente nell'omonima zona di interesse comunitario a poca distanza dalla trattoria.

Un'iniziativa,, quella di Cessalto, dall'enorme potenziale educativo che speriamo venga accolta da sempre più pizzerie in tutta Italia in quanto permette a giovani e meno giovani di recuperare uno stile alimentare più sano, legato ai prodotti del territorio e del made in Italy. Anche perché, se ci pensate, oggi "pizza" è la parola italiana più conosciuta all'estero, dunque perché non tenere alta la bandiera e continuare a "farcirla" con ingredienti rigorosamente nostrani?

Simona Falasca



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