Un ospedale a km zero, che nutre i suoi pazienti con prodotti della filiera corta. Succede in provincia di Rovigo, esattamente ad Adria dove l'Ulss 19, diretta dal dottor Giuseppe Dal Ben, ha realizzato un progetto volto a promuovere i prodotti locali, provenienti dagli agricoltori della zona, utilizzandoli all'interno della mensa dell'ospedale per i pasti dei malati. Si chiama "Ospedale più ospitale".

Grazie ad esso, è stimolato e sfruttato il consumo dei prodotti della zona, con un triplice vantaggio. In primo luogo, si tutelano gli agricoltori locali, incentivando alla produzione viste le richieste, poi si forniscono ai pazienti, ma anche al personale dell'ospedale prodotti di altà qualità, legati alla stagionalità, freschezza garantita quindi. E in ultimo, ma non per importanza, si eliminano i fattori inquinanti legati al trasporto di prodotti che provengono da ben più lontanto.

Proprio per questo motivo, la Coldiretti oggi ha premiato l'ospedale con la targa "A km 0" motivando il riconoscimento: "I pazienti dell'ospedale di Adria mangeranno profumata e colorata ortofrutta del Polesine e del Veneto che non solo riducono l'emissione di gas ad effetto serra dovuta ai lunghi trasporto ma è scientificamente dimostrato che un'alimentazione più fresca e genuina, con sapori gustosi, legata alla stagionalità, induce alla convivialità, aumenta le difese immunitarie e la capacità di guarigione. In altre parole, contribuisce al benessere psico-fisico dei pazienti ricoverati che rispondono meglio alle cure e migliorano più rapidamente".

Soddisfazione anche da parte del vicepresidente della Giunta regionale veneta, Franco Manzato, che invita a far conoscere l'iniziativa di Adria affinchè sia imitata. Condivide il pensiero anche il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia: "L'esperienza messa in campo dall'ospedale di Adria con la fornitura di prodotti dell'agricoltura del territorio rappresenta una scelta strategica per ridurre i costi e premiare il lavoro dei nostri agricoltori. Un'iniziativa che può diventare modello di riferimento per altre realtà del nostro Paese, dove ogni territorio sa esprimere tipicità e qualità''.

Francesca Mancuso



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