©Garrnish

Il dispositivo che promette di rimuovere il 90% dei pesticidi, finanziato dal basso. Ma funziona per davvero?

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Secondo Henry Sung, il fondatore di Garrnish, ora è possibile rimuovere facilmente più del 90% dei pesticidi attraverso l’elettrolisi.

Malgrado ci siano diversi studi sui rischi e sugli effetti dei pesticidi sulla nostra salute e sull’ambiente, i loro residui sono ancora presenti nelle nostre tavole e per eliminarli non basta lavare frutta e verdura con acqua prima di consumarle. Con l’obiettivo di offrire cibi più sani e sicuri, l’imprenditore statunitense Henry Sung, dopo anni di ricerca, ha lanciato il purificatore di pesticidi Garrnish.

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Purificatore di pesticidi, come funziona?

Il purificatore di pesticidi Garrnish funziona attraverso l’elettrolisi, il processo che divide le molecole d’acqua in ioni (H+) e (OH-), dando vita a minuscole microbolle che riempiono il contenitore. Quest’acqua ossidante elettrolizzata crea un ambiente alcalino e, insieme al cloro esistente nell’acqua del rubinetto, rompe l’anello di benzene o la struttura molecolare dei pesticidi chimici rendendoli sostanze innocue non tossiche facilmente rimovibili con l’acqua.

“Lo sapevi che quasi tutti i tuoi frutti e le tue verdure sono coperti di pesticidi anche dopo averli lavati? I normali metodi di lavaggio non sono abbastanza efficaci. Il purificatore di pesticidi Garrnish è il modo rivoluzionario per rimuovere oltre il 90% dei pesticidi comuni”, spiega la startup sul suo sito.

Oltre alle ricerche sulle quali si è basato lo sviluppo della garrnish, la startup si è affidata a SGS per valutare l’efficacia del suo prodotto per quanto riguarda l’eliminazione del chlorpyrifos e del dichlorvos – due pesticidi vietati ormai in Europa, ma ancora utilizzati negli Stati Uniti – ottenendo risultati incredibili con eliminazioni del 99.9%. Attualmente è in attesa dei risultati per altre sostanze chimiche nocive, tra cui anche il glifosato e altri prodotti fitosanitari.

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“Secondo la nostra ricerca, il processo di elettrolisi (la tecnologia che stiamo usando) ha dimostrato di abbattere una grande varietà di pesticidi, erbicidi e altri inquinanti. (…) La maggior parte degli organofosfati (usati in tutto il mondo) ha un anello di benzene, e per quelli come il dichlorvos ad esempio, che non ne ha uno, comunque sia il nostro rapporto SGS mostra un tasso di rimozione del 99,9%”, spiega sul sito Henry per segnalare come la lista di sostanze eliminate in realtà sia più lunga e impegnandosi a pubblicare i risultati appena possibile.

Lanciato tramite Kickstarter, grazie a oltre 790 sostenitori, Henry ha superato di oltre 11 volte il suo obiettivo di fondi richiesto, a dimostrazione del fatto che le persone siano alla ricerca di alternative che gli permettano di mangiare meglio e più sano.

Non c’è dubbio che questo purificatore sia una piccola luce, tuttavia la vera soluzione contro i pesticidi è quella di aiutare l’agricoltura a superare la sua dipendenza dalla chimica, in modo tale da permettere una produzione di cibo di qualità, che non comprometta la salute né di chi lo produce né di chi lo consuma, salvaguardando allo stesso tempo la biodiversità e la fertilità del suolo.

Scegliere frutta e verdura coltivate con metodi naturali, biologici o biodinamici rimane sempre la migliore alternativa, per noi, ma soprattutto per il pianeta.

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Comunicatrice sociale specializzata in giornalismo ambientale e terzo settore, un master in Comunicazione Ambientale e uno in Innovazione Sociale. In greenMe ha trovato il suo habitat ideale.
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