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Punteruoli del grano: trucchi e rimedi per debellare questi insetti da pasta, riso e cereali della dispensa

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Cosa sono i punteruoli del grano e rimedi efficaci per tenere lontano la calandra e altri insetti dalle nostre dispense.

Sono piccoli, piccolissimi, e di colore marrone scuro. Se si costruiscono uno spiraglio in un pacco di pasta è finita. Sono quelli che in gergo si definiscono “punteruoli del grano” o “della pasta” o, più i generale, “dei cereali” o ancora Calandra. È lo Sitophilus granarius, un piccolo insetto che potrebbe vivere nelle nostre dispense, attaccando, per l’appunto, granaglie di cereali e derivati. Ma come eliminare il punteruolo del grano?

In realtà, non ci sono solo i punteruoli del grano, ma anche un altro migliaio di insetti e parassiti che amano tanto i nostri mobili in cucina o il ripostiglio dove in genere conserviamo le scorte alimentari. Dalle farfalline alle tignole della farina, sono capaci di divorare come leoni qualsiasi piccola cosa. (LEGGI anche: Come preservare la nostra dispensa da fale e parassiti (tignole della farina)

Come riconoscere i punteruoli del grano

punturuolo casa

Il punteruolo del grano è un piccolo insetto della famiglia Curculionide, piccolo di al massimo 5 millimetri. È marrone, ha un lungo rostro, antenne rossastre e curvate ad angolo e le zampe bruno-rossastre. Non può volare ma fa parecchi danni per lo più sulle cariossidi di vari cereali in magazzino (soprattutto frumento, orzo, mais e paste alimentari). E a provocarli sono soprattutto le larve.

Come fa lo Sitophilus granarius ad entrare nella busta della nostra pasta? Beh, sappiate che, fintanto che i prodotti in dispensa non sono chiusi ermeticamente nel vetro, non starete mai al sicuro. E così, il punteruolo del grano riesce a forare la plastica, la carta e gli imballaggi in tessuto. Solo gli alimenti chiusi in vetro (chiusi ermeticamente) sono decisamente meno esposti. (LEGGI anche: Conservazione cibi: 5 alternative alla pellicola trasparente in PVC )

La femmina del punteruolo del grano scava un foro nella cariosside, deponendo un uovo per ogni seme. L’ovideposizione può durare anche alcuni mesi, durante i quali vengono deposte più di 200 uova. Dopo circa una-due settimane dalla deposizione delle uova esce una larva apoda che vive nutrendosi dell’amido della cariosside fino al raggiungimento di un mese.

punteruolo larva

@Tomasz Klejdysz/Shutterstock

A maturità, il punteruolo del grano “evade” per accoppiarsi e cercare un nuovo territorio e nuovo cibo.

Prevenzione ed eliminazione del punteruolo del grano

punteruolo del grano

Omariam/Shutterstock

Se nei magazzini si ricorre a trappole alimentari, a trappole luminose a scarica elettrica, alla cattura dei maschi o a nuovi più sofisticati sistemi di conservazione, in casa nel nostro piccolo come si fa?

Iniziate ispezionando letteralmente tutto quello che c’è in dispensa o nei mobili dove avete alimenti. Pulite al loro interno utilizzando un aspirapolvere e detergendo poi con acqua calda e aceto bianco, per poi asciugare. Nell’acqua potreste anche aggiungere qualche goccia di olio essenziale di menta, di citronella o di eucalipto. Se, mentre pulite, qualche animaletto si fa vivo e avete usato l’aspirapolvere, naturalmente cambiate sacchetto e non lasciatelo tra i rifiuti.

Controllate tutti i prodotti prima di acquistarli, poi, una volta a casa, potreste metterli in un sacchetto di plastica e tenerli nel congelatore per una settimana per uccidere le eventuali uova. In ogni caso, consumate tutto ciò che è soggetto a essere divorato da questi tipi di insetti in breve tempo e acquistate poco alla volta.

Il miglior metodo di conservazione di alimenti è il vetro, niente sacchi di tessuto e men che meno di plastica. Un ultimo, naturale, accorgimento potrebbe essere porre dei repellenti naturali come chiodi di garofano o foglie di alloro che sono repellenti per gli insetti, oppure dei sacchetti di pepe nero.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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