Uova: il tipo di allevamento non influisce sui nutrienti. Ma sulle galline sì

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Le uova delle galline allevate in gabbia avrebbero gli stessi valori nutrizionali di quelle prodotte dalle galline allevate a terra. Questo il lapidario verdetto della ricerca “Comparison of fatty acid, cholesterol, and vitamin A and E composition in eggs from hens housed in conventional cage and range production facilities“, pubblicata su Poultry science e condotta dai ricercatori della North Carolina State University.

Dopo aver eseguito test e analisi sulle uova di 400 esemplari di galline, alcune allevate a terra altre in gabbia, gli scienziati guidati dalla dottoressa Kenneth Anderson, hanno rilevato che l’unica minima differenza consisterebbe negli acidi grassi, più abbondanti nelle uova di galline libere e nel beta-carotene, maggiore nelle uova da animali in gabbia. Per il resto, parità: le quantità di colesterolo e di vitamine erano equivalenti, a prescindere dal metodo di allevamento.

Alla luce dei dati ottenuti – spiega Anderson – non può essere stabilito un significativo vantaggio nutrizionale delle uova prodotte da galline allevate a terra contro quelle delle galline cresciute in gabbia“.

I risultati della ricerca americana hanno anche mostrato che i livelli di colesterolo contenuti da entrambi i tipi di uova erano inferiori rispetto a quelli riportati dalle linee guida dell’US Department of Agriculture, tanto da portare il Dipartimento statunitense ad abbassare il colesterolo presente nelle uova da 213 a 185 mg per uovo.

Ma a questo dato “sorprendente”, come lo definisce la Anderson, si potrebbe obbiettare che incentivare il consumo delle uova provenienti dagli allevamenti in gabbia non giova né all’ambiente, né ai poveri sfruttati volatili. Ammesso e non concesso che i dati siano veri, se la vita all’aria aperta non fa la differenza per le proprietà delle uova, di certo la fa per le galline!

Per questo sarebbe opportuno pensare anche, e soprattutto, al benessere degli animali destinati a produrre cibo, visto che negli allevamenti intensivi le galline stipate nelle gabbie sono costrette a vivere la lor breve vita in condizioni davvero disumane (e quanto a torture sugli animali, gli americani sono degli esperti, vedi IncFood).

Quindi basta al consumo “a rotta di collo” delle uova, perché le alternative esistono. Ma se proprio delle uova non potete farne a meno, continuate a rivolgervi al vostro contadino o allevatore di fiducia. Se ciò non vi fosse possibile, scegliete uova biologiche: basta leggere le etichette e decodificare il codice presente sul guscio, dove 0 sta per allevamento biologico, 1 corrisponde all’aperto, 2 a terra, 3 in batteria.

Anche se a guadagnarne potrebbe non essere la nostra salute, le galline ve ne saranno grate.

Roberta Ragni

 

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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