Il tartufo bianco pregiato: tutto quello che c’è da sapere

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Il tartufo bianco pregiato, il cui nome scientifico è Tuber Magnatum Pico, è un alimento raffinato in grado di arricchire un gran numero di vivande. Non a caso, questa varietà di fungo è nota anche come “oro bianco”: il costo, per circa 100 grammi, si aggira intorno ai 450 euro. Oggi il tartufo bianco può essere acquistato anche dai cavatori che spesso dispongono di propri siti e-commerce come iltartufo.com dove il tartufo bianco viene commercializzato direttamente.

Non è difficile riconoscere dall’esterno un esemplare di tartufo bianco, in virtù della sua superficie non rugosa ma liscia e di una forma abbastanza irregolare. Le origini del Tuber Magnatum Pico sono antichissime, elemento che contribuisce ulteriormente a confermare l’eccellenza del prodotto.

Un po’ di storia

Il tartufo bianco pregiato era conosciuto sin dall’epoca dei Sumeri: per le prime testimonianze, infatti, dobbiamo risalire addirittura al 1600 a.C. Con il passare dei secoli si diffuse presso i Greci, che iniziarono a utilizzarlo per rendere più ricercata la propria cucina. Plutarco, in un suo scritto, dichiara che il raro fungo nasce da una combinazione di fattori naturali come l’acqua, il fulmine e il calore.

La tradizione del Tuber Magnatum Pico, tuttavia, raggiunse il proprio apice in Piemonte intorno al 1700. La ricerca del tartufo divenne addirittura un’attività ludica di corte, che si svolgeva in compagnia dei cani e che coinvolgeva personaggi di rilievo, politici e ambasciatori. Ben presto ci si rese conto che il tartufo bianco non è coltivabile, e che l’unico modo di possederlo è trovarlo – in simbiosi con alberi come il nocciolo, il salice, il pioppo e il tiglio.

Descrizione del tartufo bianco

Il Tuber Magnatum Pico, come già sottolineato, si caratterizza per una conformazione piuttosto disomogenea e spesso appiattita. C’è da dire, però, che i funghi che crescono in terreni morbidi sono molto più levigati e uniformi, e il loro valore commerciale è più elevato.

L’insieme è globoso, il colore oscilla tra il crema e il giallo ocra all’esterno ed è invece più chiaro all’interno. In alcuni casi, in base al grado di maturazione, la gleba può raggiungere sfumature marroni. Per quanto riguarda le dimensioni, queste sono a loro volta estremamente variabili: alcuni tartufi bianchi pregiati sono grandi quanto una noce, altri molto più ampi.

I benefici del Tuber Magnatum Pico

Il consumo di tartufo bianco implica una serie di benefici per l’organismo. Questo alimento, innanzitutto, è antiossidante: aiuta a combattere i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare, e a ritardare la comparsa dei segni del tempo come le rughe e le macchie della pelle.

Inoltre, il Tuber Magnatum Pico contiene diversi sali minerali importanti per la nostra salute. Il calcio è alleato dei denti e delle ossa, il potassio interviene nell’eliminazione delle tossine e delle scorie. Il tartufo bianco è fonte di magnesio, fa bene al cuore e anche alla pelle poiché stimola la produzione di collagene.

In aggiunta, questa varietà così preziosa è povera di grassi e di carboidrati ed è ricca, invece, di proteine e di fibre. Il tartufo bianco pregiato può essere assunto anche da coloro che sono affetti da celiachia e, in generale, da intolleranza al glutine. Non presenta colesterolo, ed è ottimo per la dieta di chi è soggetto a patologie cardiovascolari.

Infine, sono notevoli gli enzimi digestivi del Tuber Magnatum Pico. Ciò significa che il fungo in oggetto facilita la digestione e supporta le naturali funzioni dello stomaco.

Tartufo bianco e tessuto cutaneo

Il tartufo bianco è apprezzato non solo dagli appassionati della buona tavola, ma anche dai proprietari delle aziende cosmetiche. Sembra che le creme ricavate da tale prodotto siano capaci di lenire le chiazze dell’epidermide dovute ad accumuli di melanina, e di affievolire le cicatrici derivanti dall’acne.

Nel complesso, gli articoli di bellezza ottenuti dal Tuber Magnatum Pico rendono la cute più pura, idratata ed elastica. Il problema è il prezzo, perché una preparazione di questo tipo arriverebbe a costare sui 700-800 euro.

Le controindicazioni

Il tartufo bianco ha controindicazioni? Potrebbero esserci degli effetti collaterali per chi soffre di calcoli ai reni, dato che un eccesso di urea sovraccarica gli organi in questione. Per le donne in dolce attesa, il consumo è sconsigliato in quanto sussiste il pericolo di toxoplasmosi.

Chiaramente, il Tuber Magnatum Pico deve essere evitato dai soggetti allergici al tartufo. In compenso, gli episodi di intossicazione sono molto rari e sporadici.

L’habitat perfetto per la crescita del tartufo bianco

Già è stato detto che il tartufo bianco non si coltiva; lo si trova in natura, prevalentemente nei boschi e lungo i corsi d’acqua. Il terreno ideale è calcareo e compatto, e non si colloca a più di 600-700 metri sopra il livello del mare.

Il Tuber Magnatum Pico non si sviluppa nelle zone aride e contraddistinte da siccità. Tuttavia, talvolta è possibile reperirlo persino nei centri delle città, se le condizioni climatiche lo permettono. Tale fungo predilige un clima temperato, con inverni miti ed estati fresche.

La raccolta del tartufo bianco pregiato

Il tartufo bianco raggiunge la maturazione più alta tra la fine di settembre e gli inizi di dicembre. In Piemonte la raccolta si svolge tra il 21 settembre e il 31 gennaio. Il Tuber Magnatum Pico è molto delicato, e va estratto dal suolo con la massima cautela.

La conservazione

Un primo passo da compiere, dopo aver ottenuto degli esemplari di tartufo bianco pregiato, consiste nello spazzolarli delicatamente. Il Tuber Magnatum Pico non va assolutamente lavato, e per conservarlo si consiglia la carta assorbente da sostituire ogni giorno. Sarebbe meglio, comunque, consumarlo il prima possibile, entro una settimana dalla raccolta.

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