Sale iodato: benefici per la tiroide. Una multa per i negozi che non lo venderanno

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Sale iodato per tutti allo scopo di prevenire i problemi alla tiroide. Soprattutto in quei Paesi in cui vi sia una scarsa presenza di iodio nei terreni di coltivazione e quindi negli alimenti che i cittadini consumano.

L’assunzione di iodio può essere ovviata con il consumo di sale iodato, che però non è sempre disponibile presso supermercati o ristoranti. Il suo prezzo nei negozi è inoltre spesso superiore a quello del sale comune.

Per risolvere tale problema, si trovano attualmente in studio da parte del Governo, dietro l’impulso del Ministro della Salute Renato Balduzzi, delle proposte di sanzioni monetarie per quei punti vendita che non metteranno sale iodato a disposizione degli avventori. Inoltre, si cercherà di fare in modo che il suo prezzo venga ridotto, in modo da renderne l’acquisto maggiormente accessibile. Le multe per i negozianti potrebbero raggiungere un ammontare pari a 10 mila euro se il sale iodato non sarà presente sugli scaffali e se accanto ad esso non verrà esposto un opportuno volantino informativo.

Il dibattito è stato risollevato ieri durante la Giornata Mondiale della Tiroide, promossa per dall’Associazione Italiana Tiroide (AIT) e dall’Associazione Medici Endocrinologi (AME).

In questa circostanza si è tornato a parlare di una nuova campagna divulgativa relativa ai benefici del sale iodato. L’esigenza di una simile iniziativa prende le mosse dai dati relativi ai casi di malattie legate al malfunzionamento della tiroide. Ogni anno nel nostro Paese vi sarebbero 50 ricoveri ogni 100 mila abitanti, per un totale di quasi 600 mila pazienti bisognosi di cure, per via di disturbi legati alla tiroide, come il gozzo, di cui soffrirebbe più del 10% della popolazione italiana. Simili patologie impattano economicamente sullo Stato per una cifra di 150 milioni di euro all’anno.

Ma che cos’è precisamente il sale iodato? Si tratta di comune sale da cucina a cui viene addizionato artificialmente dello iodio, sotto forma di ioduro o di iodato di potassio. Le quantità di iodio addizionate al sale da cucina sono stabilite in base alle condizioni nutrizionali della popolazione. Nel caso dell’Italia, per ogni chilo di sale si calcola un’aggiunta di circa 30 mg di iodio. L’aggiunta di iodio nella dieta è particolarmente importante in quei Paesi in cui gli alimenti non ne contengano a sufficienza per soddisfare il fabbisogno giornaliero, che ammonta per gli adulti a 150 μg di iodio al giorno.

In Paesi come il Giappone, in cui è frequente il consumo di alghe, solitamente non è necessario ricorrere ad un’integrazione tramite sale addizionato di iodio, dato che tale elemento si trova già presente in quelle che possono essere denominate “verdure di mare”. La carenza di iodio può essere in grado di originare danni neurologici e complicazioni nello sviluppo del nascituro. Per tale motivo, le donne in gravidanza dovranno porre particolarmente attenzione ad assumere giornalmente una corretta quantità di iodio, confrontandosi sul tema con il proprio medico. Le donne in gravidanza ed in allattamento, per assicurare un corretto sviluppo del bambino, dovrebbero assumere dai 50 ai 100 μg di iodio in più al giorno. Si tratta di un dato non sempre noto a chi si trova in attesa di un figlio e la cui diffusione speriamo possa avvenire correttamente tramite lo svolgimento delle campagne informative e di sensibilizzazione che i promotori della Giornata Mondiale della Tiroide vorrebbero fossero messe in atto entro breve.

Marta Albè

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Life Coach, insegnante di Yoga e meditazione. Autrice del libro “La mia casa ecopulita” edito da Gribaudo - Feltrinelli editore.
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