©John Innes Centre

Arriva il “purple tomato”, il pomodoro viola più ricco di antiossidanti dei mirtilli. Ma è OGM

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Viola scuro e ricco di antiossidanti il doppio dei mirtilli. Ma OGM. È stato messo a punto il purple tomato, il pomodoro viola/blu che avrebbe una serie infinita di proprietà e benefici.

Ne avevamo parlato già qualche anno fa, quando in Gran Bretagna, al laboratorio del John Innes Centre di Norwich, esperti capeggiati dalla studiosa Catherine Martin avviarono il progetto di creare dei pomodori ibridi che avessero elevati livelli di antociani, elementi presenti in grandi quantità in more e mirtilli e noti per gli effetti benefici contro infiammazioni e tumori.

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Inoltre, quei pomodori viola avrebbero avuto il “privilegio” di conservarsi più a lungo, garantendo, dunque, una maggiore durata commerciale.

Detto fatto. Il purple tomato è servito e, a detta della Martin, “potrebbe anche essere uno dei pochissimi Ogm (tra frutta e verdure), venduto direttamente ai consumatori”

Tra pochi mesi potrebbe anche arrivare il via libera alla coltivazione all’aperto.

Il purple tomato è speciale? Chi l’ha progettato è convinto di sì. Ha sicuramente più antociani, i pigmenti normalmente presenti in more e mirtilli ed elementi che ne determinano il colore e sono anche antinfiammatori naturali.

A differenza di altri pomodori con un colore simile che hanno antociani solo sulla buccia, quello di Martin ha una sorta di interruttore che ne attiva la produzione nella polpa. La sua pianta contiene, infatti, una coppia di geni di bocca di leone che stimola il processo. 

pomodoro blu

©John Innes Centre

Un bel meccanismo di modificazione genetica, insomma. La Martin sostiene dalle pagine del NYT che quel pomodoro non è stato progettato per il profitto, ma prevede una coltivazione in piccoli lotti e non su milioni di acri.

Noi rimaniamo comunque con una sola domanda: era proprio necessario?

Fonti: John Innes Centre / NYT

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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