Pistacchio di Bronte: storia, origini e come riconoscerlo

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Noto come l’oro verde di Sicilia, il pistacchio di Bronte è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per il suo aroma unico: ecco la sua storia, le sue origini e come riconoscerlo.

I pistacchi di Bronte

I pistacchi di Bronte crescono alle pendici dell’Etna, in provincia di Catania, in terreni impervi e ricchi di ceneri. Qui, l’oro verde di Sicilia viene coltivato senza concimi e trattamenti, raccogliendo i preziosi frutti ad anni alterni.

La raccolta dei pistacchi, che avviene tra la fine di agosto e l’inizio di ottobre, coinvolge tutta la popolazione impegnata a prelevare a mano i preziosi frutti in luoghi impervi, su terreni scoscesi, arrampicandosi tra rami e rocce laviche.

Entro poche ore dalla raccolta, il seme viene separato dall’involucro esterno ed essiccato a circa 40°C per eliminare l’umidità. Dopodiché i semi possono essere sgusciati o meno e conservati in luoghi freschi e asciutti, stoccandoli in sacchi di carta o juta nell’attesa di essere confezionati e commercializzati.

Il pistacchio di Bronte presenta caratteristiche organolettiche uniche ed è apprezzato in tutto il mondo per il suo sapore aromatico che conferisce gusto alle ricette dolci e salate.

Storia e origini del pistacchio di Bronte

Il pistacchio è una pianta originaria di Turchia e Persia, coltivata già da tempi antichi per i suoi preziosi semi. A introdurre il pistacchio in Sicilia furono gli arabi, sbarcati sull’isola nell’800 dopo Cristo e, ancora oggi si utilizzano in dialetto i termini “frastucara” e “frastuca” derivanti dalle parole arabe “fristach” e “frastuch”, per indicare la pianta e il frutto del pistacchio. (

La pianta di pistacchio trovò alle pendici dell’Etna le condizioni ambientali perfette per insediarsi stabilmente nei terreni vulcanici incolti chiamati “sciare”, difficilmente coltivabili perché scoscesi, impervi e ricchi di cenere. Il pistacchio, pianta resistente, longeva e con grandi capacità di adattamento, conquistò le sciare del territorio di Bronte, dove il terreno concimato in modo naturale dalle ceneri del vulcano favorì la produzione di pistacchi con qualità organolettiche particolari e tipiche di questo pistacchio.

I pistacchi di Bronte, aromatici, saporiti e di un caratteristico verde smeraldo, si distinsero presto per le loro proprietà e la coltivazione del pistacchio divenne la più importante del territorio, tanto che Bronte acquisì la fama di “città del pistacchio” e i preziosi semi iniziarono a essere chiamati “l’oro verde”. Oggi in tutto il territorio brontese i pistacchieti o “lochi” coprono circa quattromila ettari di terreni impervi e i pistacchi di Bronte, utilizzati in gastronomia e pasticceria, sono conosciuti in tutto il mondo.

Come riconoscerlo

pistacchi e dieta

©barmalini/Shutterstock

I pistacchi di Bronte si differenziano da quelli coltivati in altre zone per il loro aspetto, oltre che per il gusto dolciastro e aromatico che lo rende unico al mondo.

Rispetto ad altri pistacchi, infatti, quelli di Bronte presentano tipiche sfumature violacee all’esterno, sulla pellicina che ricopre il seme, mentre la parte interna è verde smeraldo. I pistacchi prodotti in altre regioni, invece, sono decisamente più gialli internamente e mancano quasi completamente della colorazione viola sulla buccia.

Per quanto riguarda la forma, i pistacchi in genere sono tondeggianti e hanno il guscio con le punte rivolte verso l’esterno. Il pistacchio di Bronte si distingue dagli altri per la forma leggermente allungata e appuntita e per il guscio concavo, a protezione del seme. Infine, poiché si tratta di un prodotto tipico, la confezione dovrebbe riportare la dicitura “Pistacchio verde di Bronte DOP”: se presente, non si può sbagliare nel riconoscere il pistacchio di Bronte.

Cosa sono i pistacchi

Albero pistacchi

©E.Panagopoulos/Shutterstock

I pistacchi sono i semi contenuti nei frutti di Pistacia vera, arbusto che appartiene alla famiglia delle Anacardiaceae e originaria delle regioni Mediterranee. Si tratta di una specie molto resistente e longeva, in grado di adattarsi a diverse condizioni climatiche, crescere fino a cinque metri e vivere fino a 300 anni.

La pianta di pistacchio è coltivata fin dall’antichità per la commercializzazione dei semi, che rientrano nella categoria alimentare della frutta secca e dei semi oleosi. I pistacchi, tostati e salati o al naturale, vengono consumati come snack durante gli aperitivi e gli spuntini o utilizzati tritati in granella per preparare salse, ricette salate e dolci, tra cui torte e gelati. Oltre ad essere molto buoni, i pistacchi hanno un grande valore nutritivo e svolgono un’azione antinfiammatoria e antiossidante grazie al contenuto di polifenoli, sali minerali e vitamine, in particolare vitamina A, vitamina E e vitamina C.

Fonti di riferimento: Bronte Insieme/Pistacchio di Bronte

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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