Pink slime: la melma rosa potrà essere etichettata come carne macinata

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Il pink slime, noto in Italia come melma rosa, potrà, secondo il parere dell’USDA, essere etichettato a breve come carne macinata. La decisione è destinata a far discutere…

Vi ricordate la polemica di qualche anno fa relativa alla cosiddetta “melma rosa“, ovvero quella sorta di riempitivo per la classica carne macinata realizzato con gli scarti dell’industria dei bovini? Ebbene torna a far parlare di sé in seguito ad una decisione (decisamente discutibile) del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti d’America (USDA).

Dopo una valutazione durata mesi, il Servizio per la sicurezza e l’ispezione alimentare dell’USDA (FSIS) ha dato il via libera alla Beef Products Inc. (BPI), compagnia del South Dakota che produce il pink slime, di etichettare il prodotto come carne macinata.

Per anni, l’azienda ha sostenuto che il suo prodotto di punta è sicuro, sano e non dissimile dalla carne che si utilizza comunemente per realizzare gli hamburger. E oggi sembra aver vinto la sua battaglia.

“Dopo aver esaminato la presentazione di BPI di un nuovo prodotto e di un nuovo processo di produzione, FSIS ha stabilito che il prodotto soddisfa la definizione normativa di carne macinata secondo la legge in 9 CFR 319.15 (a) e può essere etichettato di conseguenza” ha dichiarato un portavoce dell’FSIS.

Il FSIS lo definisce un “nuovo” prodotto in quanto il processo di produzione si è evoluto in modo sostanziale dal 2012, anche se il modo in cui è cambiato non è propriamente chiaro. La Beef Products Inc. ha dichiarato di aver migliorato il modo in cui realizza la pasta di carne ma non condivide alcun dettaglio in merito e nulla è trapelato neppure dal FSIS .

Il caso “melma rosa”

Per chi non si ricorda il caso, nel mese di marzo 2012 scoppia la polemica intorno a questo prodotto nel momento in cui la rete televisiva ABC News rende noto ai consumatori americani che il 70% della carne macinata venduta negli States contiene appunto Pink slime. Fino a quel momento nessuno lo sapeva dato che le leggi permettevano di scrivere sulle confezioni “100% carne bovina” anche se in realtà all’interno della carne macinata vi era una discreta percentuale di melma rosa.

Questa, sempre per chi non se lo ricordasse, è una disgustosa poltiglia realizzata utilizzando scarti della carne come cartilagini, tendini e altri tessuti connettivi, triturati molto finemente, separati dal grasso in presse ad alta pressione e poi irrorati poi con ammoniaca per sterilizzare il tutto ed evitare il problema dei batteri. Infine avviene l’aggiunta di aromi artificiali.

Dopo lo scandalo in America, ci fu un crollo nelle vendite di carne macinata poi piano piano l’attenzione sull’argomento andò scemando. Nel frattempo sono passati diversi anni durante i quali però la Beef Products Inc. non si è arresa e ha chiesto a chi di dover l’autorizzazione a chiamare il suo prodotto a tutti gli effetti “carne macinata”.

Legalmente ora la BPI può vendere il suo prodotto con questa dicitura. Ma gli americani e il resto del mondo concorderanno sul fatto che questo è davvero il termine giusto?

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Francesca Biagioli

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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