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I monaci trappisti battono la multinazionale mineraria che voleva togliere loro l’acqua, la birra è salva!

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È una battaglia che dura da molti anni, circa 10, quella portata avanti dai monaci trappisti del monastero di Notre-Dame de Saint-Remy in Belgio contro la società multimiliardaria Lhoist Group. Il tema dello scontro? Una fornitura d’acqua condivisa con la quale i monaci producono la birra Rochefort e che la multinazionale ora vorrebbe modificare per poter produrre più a lungo la sua calce.

Notre-Dame de Saint-Remy è un piccolo monastero che si trova a Rochefort, nel sud del Belgio, noto per l’impegno dei suoi monaci nella produzione di birra (dal 1899) per la quale ovviamente c’è bisogno di acqua che i religiosi estraggono a mano da un pozzo presente nel monastero e proveniente dalla sorgente Tridaine.

Il gruppo di monaci, però, si è dovuto scontrare già più di una volta in tribunale con una multinazionale, la Lhoist. Il problema di fondo è che la fornitura d’acqua è condivisa proprio con il noto gruppo minerario che produce calce e che ora ha bisogno di pompare più acqua per allargare la cava e continuare la sua produzione fino al 2046.

In pratica, al colosso minerario farebbe molto comodo canalizzare più acqua per aumentare la capacità di estrazione, come ha fatto sapere Jean Marbehant, il responsabile comunicazione dell’azienda.

Ciò comporterebbe però appunto il pompaggio di acqua sotterranea sotto la cava ma i monaci hanno più volte fatto sapere che ciò avrebbe un impatto sulla qualità dell’acqua, ingrediente fondamentale della loro birra che, in caso di modifiche, potrebbe perdere la sua qualità. 

Dalla parte dei monaci, però, c’è un atto del 1833 che gli ha concesso una servitù sulla fonte, nonostante già all’epoca questa fosse di proprietà della Lhoist. E a ribadire il pieno diritto dei monaci di utilizzare l’acqua per produrre la loro Rochefort, è stata pochi giorni fa la Corte di Appello di Liegi che gli ha dato ragione e ha concluso che possono continuare ad utilizzare l’acqua della sorgente Tridaine.

Il colosso minerario non ha quindi il diritto di “rimuovere o deviare tutta o parte dell’acqua che rifornisce l’abbazia“.

La Lhoist ha già fatto sapere che la società valuta la possibilità di appellarsi, dato che intende continuare ad operare fino al 2045 ma senza acqua a sufficienza non riuscirebbe a farlo.

Almeno per ora, la birra trappista è salva!

Fonte: The Brussels Time / The Guardian

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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