Leoni marine e foche: carne in scatola in vendita in Giappone

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Il Giappone ama i mammiferi marini? Pare di sì, ma solo quando questi diventano cibo per gli uomini. Oltre alla caccia ai delfini, che ha luogo nella ormai tristemente nota baia di Taiji, e a quella delle balene, mascherata con fantomatici scopi scientifici, pare che nel Paese asiatico vada di moda anche la carne di leoni marini e foche, due specie in pericolo d’estinzione.

Fonti governative stimano che diverse centinaia di esemplari vengono mangiati ogni anno, anche se non è chiaro esattamente quanti individui ne vengono uccisi. Secondo Greenpeace , ci sono solo circa 85.000 leoni marini di Steller nel nord del Pacifico. La specie è in via di estinzione in Alaska, e l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) li ha messi nella sua lista rossa. “I leoni marini di Steller erano tra i più diffusi mammiferi marini fino al loro rapido declino nei primi anni ’80. Le ragioni del declino non sono note”, spiegal’associazione ambientalista.

Per scoprire uno dei probabili motivi, forse basterebbe aprire un barattolo con l’apriscatole. I leoni marini e le foche che vengono cacciate e uccise al largo delle coste di Hokkaido, in Giappone, finiscono come cibo in contenitori di latta nei negozi di souvenir e su siti come Rakuten, Amazon Japan, e Yahoo!. Lì, gli acquirenti possono trovare questi animali degli oceani conditi con salsa curry.

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Ci sono negozi turistici che vendono leoni marini in scatola, ma non vorrei che questa scelta di souvenir fosse considerata la più popolare”, ha dichiarato a Vice News Masahide Obura, portavoce per l’ufficio industria alimentare della Prefettura di Hokkaido. Vendere questa carne, in realtà, può essere un facile modo di guadagnare soldi dopo la macellazione degli animali effettuata principalmente per impedire loro di interferire e competere con i pescatori giapponesi.

I leoni marini, infatti, sono l’arcinemico dei pescatori. Forse è anche per questo che a Hokkaido sono diventati una prelibatezza cotta alla maniera tradizionale giapponese, con zenzero, miso, e zucchero. Così, con appena ¥ 735 (circa 7 dollari, è possibile godere della carne salata di questo competitor degli uomini nella pesca.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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