Happy Meal: ecco come McDonald’s ha aggirato la legge sul junk food a San Francisco

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C’è di nuovo Mc Donald’s nel mirino di nutrizionisti e salutisti di tutto il mondo e anche questa volta l’oggetto dell’accusa è il famoso Happy Meal, il menù pensato – in porzioni ridotte – per i più piccoli e che regala in omaggio un giocattolo. Si tratta infatti pur sempre di hamburger o pollo fritto, patatine fritte o una mela e una bevanda a scelta che, purtroppo, il più delle volte è qualcosa di estremamente zuccherato e gasato. Per questo nella città di San Francisco è entrata in vigore da ieri l’ordinanza che vieta di regalare giocattoli con pasti che non rispettino alcuni standard nutrizionali, proprio per evitare che si incentivino i bambini a seguire un’alimentazione scorretta e poco sana che poi, come sappiamo, porta al pericoloso aumento del fenomeno dell’obesità infantile.

Ma chi pensava che questa legge mettesse fine alla creazione baby-friendly di Mc Donald’s, si sbagliava di grosso: il colosso del fast food ha infatti eluso la norma con uno stratagemma a dir poco furbo. Invece che ridefinire il menù studiato per i più piccoli come promesso, inserendo alimenti più sani e nutritivi, ha ben pensato di mettere a pagamento il giocattolo incluso nella confezione.

Una cifra irrisoria, appena 10 centesimi, ma che permette così alla multinazionale di rispettare la legge e continuare a offrire ai nostri clienti quello che vogliono, come dice Scott Rodrick, gestore di 10 dei 19 ristornanti McDonald’s di San Francisco.

Una trovata geniale, che speriamo però possa portare effetti insperati per il colosso degli hamburger: se è vero, infatti, che l’Happy Meal è stato strategicamente pensato per essere abbinato ad un giocattolino gratuito, è anche vero che, nel momento in cui i genitori si troveranno a dover pagare per quello che un tempo era un omaggio, magari decideranno di non acquistarlo. Questo comporterebbe una ridefinizione degli accordi tra Mc Donald’s e le grandi major cinematografiche o le aziende di videogiochi, che mettevano a disposizione un proprio gadgets per promuovere il loro ultimo prodotto.

Se il giocattolo, insomma, viene rifiutato dalle famiglie perché a pagamento, allora è probabile che queste grandi aziende ritirino i loro accordi. Insomma, potrebbe essere un fallimento per Mc Donald’s. Potrebbe. Perché purtroppo gli strateghi della multinazionale hanno pensato anche a dare un valore solidale a questi 10 centesimi, facendo sapere che il ricavato della vendita andrà in beneficienza per finanziare la costruzione della Ronald McDonald House, che offrirà alloggio per le famiglie con bambini malati ricoverati presso l’ospedale Uc San Francisco Hospital.

Insomma, i genitori possono rifiutarsi di acquistare il giocattolino, ma a quel punto non sarebbe più saggio portare i nostri bimbi a mangiare in un posto più sano ed educarli a non cadere nelle trappole della pubblicità e ad amare i cibi e i sapori genuini?

Leggi anche I 9 validi motivi per non mangiare al McDonald’s

Eleonora Cresci

Foto: Chiu/AP

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