Funghi porcini secchi: quelli italiani sono più radioattivi di quelli giapponesi

Funghi porcini secchi

I funghi porcini secchi italiani sono più ‘radioattivi’ di quelli giapponesi. Una notizia shock quella diffusa via Twitter dal blog Ex-Skf e riportata in Italia da Blogeko.

Il nuovo studio è stato realizzato dallo scenziato giapponese Tomynyo, che ha analizzato il livello di radioattività di svariati alimenti e prodotti all’indomani dell’incidente nucleare di Fukushima, soprattutto nell’area di Yokohama City, dove in generale sono stati trovati elevati livelli di cesio radioattivo nei germogli di bambù e nei funghi serviti alle mense degli asili.

Tuttavia, il suo ultimo tweet non riguarda affatto il rischio contaminazione dei funghi giapponesi, ma di quelli italiani.

Spiega il ricercatore che mettendo a confronto i funghi giapponesi e quelli italiani, questi ultimi presentavano livelli più elevati di cesio radioattivo: “Abbiamo misurato 6 campioni di funghi porcini secchi italiani, e in tutti i campioni è stato trovato cesio-137. Il massimo è stato 170,3 ± 18.0Bq/kg, il minimo è stato di 31,6 ± 6.2Bq/kg. I funghi secchi in vendita al supermercato sono quasi tutti cresciuti a Kyushu, quindi pensiamo che questi funghi italiani siano più contaminati rispetto ai funghi giapponesi secchi che si possono acquistare in un supermercato”.

Tuttavia, spiega l’esperto, se i porcini vengono reidratati, la densità di cesio radioattivo si riduce di un quarto: “Dobbiamo riconoscere che forse abbiamo iniziato a mangiare cibo contaminato anche prima dell’11 marzo 2011” conclude. Su questo non ci sono dubbi. Chernobyl ha lasciato una pesante eredità all’Europa, non ultimi i cinghiali radioattivi in Piemonte.

Tuttavia, spiega Blogeko, che nel 2005 il Laboratorio cantonale del Ticino analizzò campioni di funghi freschi e secchi provenienti da alcuni paesi tra cui Bulgaria, Cina, Italia, Spagna, Sud Africa, Romania, Russia ed Ucraina. Allora, il campione più contaminato conteneva 49 Becquerel di Cesio 137 al chilo: “I porcini secchi italiani analizzati ora in Giappone arrivano ad essere circa 3,5 volte più radioattivi rispetto a quel valore massimo (oltretutto non necessariamente italiano) rilevato otto anni fa“.

Come mai? Possibile che la colpa sia ‘solo’ di Fukushima? Tuttavia, l’Unione Europea considera sicuri gli alimenti che contengono fino a 1.250 Becquerel di Cesio 137 al chilo. Falso allarme?

Francesca Mancuso

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