Quando acquisti salvia essiccata, potresti trovarti di fronte a una possibile frode alimentare

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Quando acquistiamo della salvia essiccata non penseremmo mai di trovarci di fronte ad una possibile frode alimentare. Ebbene, dopo la scoperta dell’Istituto per la sicurezza alimentare globale (IGFS) di Belfast, potremmo ricrederci. Più di un quarto dei campioni analizzati dalla nuova ricerca sono risultati infatti adulterati.

Il team che ha condotto la ricerca, guidato dal professor Chris Elliott OBE, fondatore di IGFS, aveva precedentemente scoperto delle frodi simili nelle forniture di origano. All’epoca (2015) la ricerca, condotta in collaborazione con l’organizzazione dei consumatori Which ?, aveva scoperto che circa un campione su quattro conteneva ingredienti “extra” all’origano, ovviamente non indicati in etichetta.

La storia ora si ripete. Nel nuovo studio, 19 campioni di salvia sono stati esaminati tra agosto e settembre 2020 presso l’IGFS di Belfast. I campioni sono stati acquistati dai principali rivenditori online ma anche nei supermercati del Regno Unito e nei piccoli negozi indipendenti tra cui gli alimentari etnici.

Le analisi sono state eseguite da Bia Analytical Ltd, una società di IGFS specializzata nei test di autenticità dei prodotti alimentari.

Come era avvenuto per l’origano, più di un quarto dei campioni di salvia sono risultati adulterati, alcuni fino al 58%. Aggiunte alla salvia sono state trovate foglie di olivo e di altre piante, probabilmente utilizzate in quanto meno costose.

I campioni di salva adulterati provenivano da piccole catene di vendita al dettaglio o da rivenditori online.

Sebbene le foglie rilevate non siano ritenute dannose, la frode alimentare comporta sempre un certo potenziale di rischio per la sicurezza alimentare e la salute pubblica.

Parlando degli ultimi risultati relativi al test sulla salvia, il professor Elliott ha commentato:

“Sono triste nel confermare che ancora una volta abbiamo identificato un grave problema legato alle catene di approvvigionamento associate alle forniture di erbe e spezie al consumatore britannico. La possibilità di imbrogliare in queste catene di approvvigionamento è stata riconosciuta come una questione globale. I test hanno dimostrato che poco più del 25% di tutti i campioni di salvia analizzati erano pesantemente adulterati”.

In realtà la situazione dell’origano dal 2015 ad oggi sembra essere notevolmente migliorata. Come ha dichiarato sempre il professor Elliott:

“Sono lieto di avvisare che dopo le onde d’urto causate dal nostro studio originale sull’origano nel 2015, nella nostra nuova indagine è stata trovata solo un’incidenza di adulterazione dell’origano. Ciò mostra chiaramente che il controllo delle catene di approvvigionamento riduce sostanzialmente l’incidenza delle frodi“. 

Se vogliamo evitare di comprare salvia essiccata, soprattutto se non siamo sicuri della sua qualità, possiamo sempre coltivare sul balcone o in giardino la piantina e utilizzarla al bisogno, fresca o dopo averla essiccata.

Fonte: Università di Belfast / IGFS

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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