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Il miglior vino rosso del mondo è italiano

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E’ italiano il miglior vino rosso del mondo, incoronato dalla rivista britannica Decanter che nei giorni scossi ha premiato il celebre Amarone della Valpolicella, una delle aree più prestigiose del panorama enologico italiano.

E lo è fin dall’antichità, come conferma l’etimologia del nome: “val polis cellae” significa, infatti, “la valle delle molte cantine”. Lo sanno anche gli esperti di Decanter che hanno scelto il Fieramonte 2012, Amarone Riserva di Allegrini, come miglior vino rosso al mondo 2020.

“È un grande riconoscimento per l’Amarone e per la Valpolicella, sono quarant’anni che racconto nel mondo la Valpolicella, Verona, la Corvina e l’appassimento, con grande amore e passione, e questo riconoscimento da parte di una rivista importante, e in un anno complicato, mi rende molto felice” ha detto Marilisa Allegrini.

Fioramonte nasce dal vigneto omonimo, di alta collina, esposto ad est nella tenuta Allegrini, ed è una una produzione limitata a non più di 5mila bottiglie l’anno.

L’edizione 2012, la seconda annata da quando Fieramonte è tornato in commercio dopo un lungo stop durato oltre 25 anni, era stata inizialmente segnalata dal corrispondente italiano di ‘Decanter’, poi era stato selezionato tra i finalisti e partecipato a un nuovo tasting alla cieca da parte dei giudici, il Master of Wine Andy Howard, il Master Sommelier Ronan Sayburn, e Beth Willard, buying manager di Direct Wines, ottenendo un punteggio medio di 98/100.

Identikit del Fieramonte Amarone Classico

Fieramonte è considerato un’eccellenza italiana. Come la stessa azienda rivela, il vino si presenta con una bella veste luminosa, rubino intensa e compatta, con riflessi  molto vivaci.

“Al naso si apre lentamente, dominato da un frutto rosso e carnoso che ricorda le ciliegie che a luglio maturano sulle colline più alte della Valpolicella, contornato dalle stesse erbe aromatiche che sbucano dai muretti a secco, per rivelare infine una profonda nota di spezie che dal pepe nero conduce ai chiodi di garofano. All’assaggio colpisce per la pienezza del sorso che mette in luce possanza senza rinunciare alla tensione e l’agilità. Nessun aiuto dagli zuccheri, tannino ben presente ma che non aggredisce il palato, lo accarezza con decisione accompagnandosi ad un’acidità fresca e vitale che ne allunga e snellisce il sorso”.

Fonti di riferimento: Ansa, Facebook/Allegrini, Decanter

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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