Dragoncello: proprietà, usi in cucina e come rimedio naturale

dragoncello

Il dragoncello è un’erba aromatica che si usa in cucina per il suo caratteristico sapore, ma che è anche un interessante rimedio naturale. Conosciamo meglio questa pianta e le sue proprietà.

Il dragoncello (Artemisia dracunculus) è una pianta perenne della famiglia delle Asteracee originaria della Russia e della Siberia. E’ conosciuta anche come estragone o con altri nomi popolari come serpentaria, dragone e tragone.

La pianta si caratterizza per avere foglie di un verde acceso, sottili e brillanti e fiori piccoli e giallognoli riuniti insieme a formare una specie di pannocchia.

Le varietà di dragoncello sono due:

  • dragoncello siberiano o russo
  • dragoncello francese

Le due varietà si differenziano in particolare per la resistenza della pianta (maggiore nel caso del dragoncello russo e siberiano) e per il sapore (più aromatico del dragoncello francese).

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Anche in Italia il dragoncello può essere piantato e coltivato, molto difficilmente lo troviamo invece come pianta spontanea.

Dragoncello, valori nutrizionali

100 grammi di dragoncello forniscono al nostro organismo 295 calorie. Naturalmente questa erba aromatica si usa in quantità decisamente minori e dunque l’apporto calorico è pressoché irrilevante.

Per conoscere il quantitativo di grassi, carboidrati, proteine, sali minerali e vitamine fate riferimento alla seguente tabella:

  • Grassi 7 g
  • Acidi grassi saturi 1,9 g
  • Acidi grassi polinsaturi 3,7 g
  • Acidi grassi monoinsaturi 0,5 g
  • Colesterolo 0 mg
  • Sodio 62 mg
  • Potassio 3.020 mg
  • Carboidrati 50 g
  • Fibra alimentare 7 g
  • Proteine 23 g
  • Vitamina A 4.200 IU
  • Vitamina C 50 mg
  • Calcio 1.139 mg
  • Ferro 32,3 mg
  • Vitamina D 0 IU
  • Vitamina B6 2,4 mg
  • Magnesio 347 mg
dragoncello fresco

Dragoncello, usi in cucina

Il dragoncello in cucina si usa per aromatizzare diversi tipi di piatti grazie al suo caratteristico sapore amarognolo e leggermente piccante (una via di mezzo tra sale e pepe). Questa erba aromatica fa parte della tradizione culinaria della Francia e, per quanto riguarda il nostro paese, della regione Toscana.

Probabilmente la ricetta più nota in cui si utilizza il dragoncello è la salsa bernese, utilizzata soprattutto come condimento per la carne, ma anche quella della salsa al dragoncello tipica della Toscana.

L’estragone ben si presta alla realizzazione di piatti a base di:

  • pesce e frutti di mare
  • uova (anche frittate)
  • carne (arrosti)
  • formaggi
  • verdure (in particolare pomodori, patate, asparagi e cipolle)
  • riso

e preparazioni come:

  • salse
  • ripieni
  • torte salate
  • burro aromatizzato (si può semplicemente ammorbidire il burro e mischiare una piccola quantità di dragoncello)
  • panna aromatizzata
  • olio aromatizzato (lasciare macerare le foglie in olio extravergine di oliva per qualche giorno)
  • aceto aromatizzato (stessa procedura dell’olio)
  • insalate (si possono aggiungere le foglie fresche di dragoncello per renderle più saporite)
dragoncello secco

Dragoncello, fresco o essiccato

Il dragoncello, a seconda dei piatti, può essere utilizzato:

  • Fresco: ha un sapore più intenso ma non è sempre semplice reperirlo (si può però piantare nell’orto o sul balcone, vedi sotto)
  • Essiccato: ha un sapore meno deciso ma si trova facilmente nel reparto spezie ed erbe aromatiche di tutti i supermercati

Se si ha a disposizione dragoncello fresco, si può benissimo tritare e poi conservare in freezer utilizzandolo al bisogno. C’è chi consiglia di utilizzare per la conservazione i contenitori del ghiaccio in cui inserire l’erba aromatica unita a un po’ d’acqua.

Dragoncello, usi come rimedio naturale

Fin dall’antichità, il dragoncello è stato usato come rimedio naturale adatto a diverse situazioni. Possiamo riassumere così le proprietà benefiche di questa erba aromatica

  • Digestivo: un infuso di dragoncello dopo i pasti aiuta a favorire la digestione, anche inserirlo negli alimenti rende più facile il lavoro dello stomaco
  • Contro il meteorismo: questa erba aromatica ha il potere di ridurre i gonfiori intestinali
  • Antisettico: si tratta di un antisettico naturale ovvero di una specie di disinfettante che può tornare utile ad esempio in caso di mal di gola.
  • Diuretico: il dragoncello ha potere depurativo e in particolare è utile ad eliminare i liquidi in eccesso dal nostro corpo
  • Antinfiammatorio: il potere antinfiammatorio di questa erba aromatica si evidenzia ad esempio in caso di mal di denti e in generale di problemi alla cavità orale.
  • Aromatico ed esaltatore di sapidità: grazie al suo sapore particolare, il dragoncello permette di aromatizzare i cibi evitando o limitando l’uso del sale.
  • Stimola l’appetito: si tratta di un rimedio naturale utile in caso di inappetenza
dragoncello olio

Solitamente il dragoncello come rimedio naturale si utilizza sotto forma di infuso da realizzare con le foglie fresche o essiccate. Esiste anche l’olio essenziale di dragoncello da usare per via esterna (salvo diverso parere di un esperto) in caso di:

  • ansia e nervosismo (si può diffondere negli ambienti)
  • dolori muscolari e reumatismi (da utilizzare tramite massaggi)
  • cellulite (sempre da massaggiare con l’aiuto di un olio vettore)

E’ però controindicato in gravidanza e allattamento. Non utilizzare neppure sui bambini.

Come coltivare il dragoncello

I semi del dragoncello possono essere piantati sia in primavera che in autunno ma spesso purtroppo non sono fertili. Proprio per questo spesso si consiglia di coltivare la pianta per rizoma o per talea (in questo caso per farlo attecchire meglio scegliere i mesi di aprile e maggio). Tenete presente che i cespi devono essere distanti uno dall’altro almeno di 40 centimentri e questo è dovuto al fatto che il dragoncello ha radici molto ramificate.

Questa erba aromatica richiede di essere coltivata in una zona soleggiata e non ventosa. Ha esigenza di un clima temperato e la cosa a cui bisogna prestare particolare attenzione sono le gelate. Si consiglia nei mesi a rischio di coprire la pianta con una pacciamatura.

Per quanto riguarda il terreno, questo deve essere fertile e ben drenato. La potatura, invece, va fatta prima dell’inverno.

dragoncello pianta

Dragoncello, curiosità e leggende

Il nome “dragoncello” deriva dal fatto che il cespuglio di questa pianta ha una forma che ricorda quella di un piccolo drago così come quella delle sue radici che formano un groviglio. In realtà un’altra teoria vuole che sia la fama popolare che aveva il dragoncello di guarire dai morsi dei serpenti velenosi a fargli attribuire il nome che ancora oggi utilizziamo.

Vi è poi una leggenda che narra come il dragoncello arrivò in Toscana. La protagonista di questa storia popolare è una ragazza di Siena che si innamorò di un dragone (cavaliere) durante il periodo dell’occupazione napoleonica. Il ragazzo un giorno sbattendo i suoi stivali fuori dalla finestra fece cadere dei semi in un vaso. Nacque così una pianta, appunto il dragoncello, il cui nome venne attribuito dall’innamorata per ricordare il suo amore (che nel frattempo era tornato in guerra).

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