Salsicce di cinghiale crude: nuovo allarme nel Grossetano

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Salsicce di cinghiale infette. Le hanno trovate, durante alcuni test di routine, gli operatori della Asl 9 di Grosseto nei campioni di carne di cinghiale di due aziende faunistico venatorie, l’Afv Polverosa e l’Afv Parrina, nel comune di Orbetello (Grosseto). Subito è scattato l’allarme trichinella e in ogni distretto della Provincia di Grosseto sono stati adottati provvedimenti d’urgenza per prevenire ulteriori rischi.

In particolare, come riporta la Repubblica di Firenze, è stata diffusa a tutte le Aree territoriali di caccia una nota che spiega la necessità di prelevare un campione di 50 grammi di muscolo diaframmatico per ogni cinghiale abbattuto, al fine di accertare la presenza del parassita.

Ancora una volta, quindi, come era già successo per i casi di infezione che si erano verificati meno di un mese fa in provincia di Lucca, gli esperti sottolineano “che sono a rischio tutti i prodotti che non abbiano subito cottura, in quanto nessun altro procedimento assicura con certezza la distruzione delle larve eventualmente presenti. È certo che tutte le procedure di stagionatura e macinatura non eliminino le larve“.

La trichinella è un parassita che può attaccare tutte le specie di mammiferi e che gli uomini possono contrarre proprio mangiando la loro carne cruda. Tra i classici sintomi dell’infezione si annoverano emorragie lineari subungueali, edema periorbitale, stati febbrili, dolori muscolari e articolari, diarrea o stitichezza. Mangiare carne macinata cruda o poco cotta, insomma, è davvero un’abitudine alimentare poco sana. Oltre che una vendetta del cinghiale ingurgitato.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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