La prima birra svedese creata depurando le acque reflue

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Una birra prodotta utilizzando acque reflue. Non è uno scherzo ma è accaduto in Svezia dove un birrificio di Stoccolma ha lanciato una nuova birra, chiamata PU:REST, realizzata con l’acqua di scarico riciclata.

Prodotta dal New Carnegie Brewery in collaborazione con lo Swedish Environmental Research Institute (IVL) e Carlsberg, la nuova birra è stata pensata non solo per dissetare gli amanti della bevanda ma anche per lanciare un messaggio ben preciso: l’acqua “di seconda mano” può essere pulita tanto quanto quella di rubinetto.

Secondo lo Swedish Environmental Research Institute, la sfida di indurre le persone a bere acqua riciclata non è tecnologica, ma psicologica, quindi quale modo migliore per convincerli della purezza delle acque reflue trattate se non utilizzarle per creare una birra?

L’acqua utilizzata per PU: REST proviene da Hamarby Sjöstadsverk, dove è stata trattata in una lunga catena di passaggi di depurazione. Dopo attenti test di qualità, l’acqua è stata consegnata al birrificio New Carnegie Brewery.

PU: REST è stata lanciata in Svezia il 25 maggio ed è già stata ironicamente battezzata “crap beer” (birra alla cacca) sui social media, ma i suoi creatori sperano che possa contribuire a cambiare l’opinione generale sulle acque reflue riciclate.

“Le difficoltà nell’ottenere questo metodo relativamente economico ed energeticamente efficiente da utilizzare per la produzione di acqua potabile non è tecnica ma soprattutto emotiva”, ha dichiarato Staffan Filipsson, project manager di IVL. “L’acqua riciclata è pura e sicura come la normale acqua del rubinetto, ma la maggior parte delle persone è ancora scettica sull’effettivo consumo di acque reflue purificate”.

PU: REST secondo i suoi ideatori ha un gusto molto pulito e fresco ma a giudicare chi l’ha provata non ne è entusiasta. Attualmente si può bere solo presso il New Carnegie Brewery di Stoccolma ma dal 2 luglio sarà venduta in tutta la Svezia.

Ciò che i suoi ideatori vogliono dimostrare è che in un mondo minacciato dalla scarsità d’acqua, esistono le tecnologie per riciclare le acque reflue e trasformarle di nuovo in acqua potabile. Basta solo crederci.

Voi la berreste?

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Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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