Barrette energetiche a base di grilli per combattere la fame nel mondo

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Mangiare grilli è più sostenibile. Sulla scia degli appelli della Fao a mangiare insetti per combattere la fame nel mondo, l’ambientalista Pat Crowley ha fondato una società che produce barrette energetiche con un ingrediente insolito, ma “sostenibile”: i grilli. Perché delle barrette? Per trovare un modo per affrontare il grande ostacolo culturale in Europa occidentale e negli Stati Uniti prodotto a base di insetti, ovvero l’aspetto psicologico, assicura Croweley.

L’azienda in questione si chiama Chapul, nome azteco dei grilli, e realizza barrette proteiche a base di grillo in tre diversi sapori: Chaco, con cioccolato e noci, Thai, che incorpora cocco, zenzero e lime, e Aztec, con cacao, caffè e pepe di Caienna. Ogni sapore è ispirato da una cultura in cui gli insetti hanno storicamente fatto parte di una dieta sana. E a leggere i commenti in rete i prodotti sarebbero anche deliziosi, oltre a fornire proteine da una delle più incredibili creature del pianeta trasformate in farina secondo le tecniche autoctone utilizzate per secoli nel sud-ovest americano e in Messico.

Chapul, che sottolinea di donare il 10% di tutti i suoi profitti a progetti di conservazione dell’acqua nelle regioni più aride del pianeta, consiglia di “imparare dai nostri antenati, scegliere una dieta sostenibile e rendere il mondo un posto migliore. Semplice, ma rivoluzionario”, scrive l’azienda, che ha venduto 6.000 barrette il mese scorso. “Ho voluto creare un prodotto da mangiare per il proprio sostentamento, e le barrette vengono già consumate proprio da quella parte della popolazione che ho pensato sarebbe potuta essere una delle più ricettive: le persone in movimento, che hanno una mentalità aperta e sono generalmente più consapevoli dell’ambiente”, conclude Croweley.

chapul2

Chissà cosa ne penseranno i grilli. Soprattutto quelli trasformati in cibo per le barrette Chapul, che probengono da grandi aziende agricole di grilli per l’industria alimentare, che iniziano ora a essere allevati per il consumo umano, per cui si rende necessario ottimizzare le pratiche di allevamento al fine di soddisfare gli standard di codici sanitari per i prodotti alimentari.

Roberta Ragni

LEGGI anche:

Combattere la fame nel mondo mangiando gli insetti

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Fairtrade

Le settimane Fairtrade del commercio equo e solidale: compra etico e scopri online l’impatto dei tuoi acquisti

Misura

“A Misura di verde”: al via il progetto che pianterà oltre 13mila alberi in Italia per combattere i cambiamenti climatici

Terranova integratori

Come rafforzare il sistema immunitario prima dell’inverno

Famas

Arriva la fibra di basalto per un isolamento performante

Cristalfarma
Seguici su Instagram
seguici su Facebook