Fonte Foto: Mareblu.it

A seguito della campagna "Tonno in trappola" promossa negli scorsi mesi da parte di Greenpeace nei confronti delle aziende produttrici di tonno del nostro Paese e successivamente ad accordi intrapresi con Legambiente in vista di un percorso teso alla sostenibilità ed all'impegno ambientale, Mareblu annuncia oggi un importante passo in avanti relativamente ai propri metodi di pesca, che entro il 2016 dovranno prevedere unicamente l'impiego del metodo con canna (Pole&Line) o di reti a circuizione senza uso di sistemi di aggregazione per pesci (FAD).

Secondo Giorgia Monti, responsabile della "Campagna Mare" di Greenpeace, si tratta di un passo avanti molto importante. Mareblu è infatti il primo marchio italiano ad impegnarsi chiaramente nell'eliminare l'uso di reti a circuizione con FAD, un metodo di pesca distruttivo, che non solo cattura numerose specie in pericolo, ma anche esemplari giovani di tonno, aggravando la crisi degli stock. Giorgia Monti aggiunge come sia ora che gli altri leader del mercato italiano del tonno in scatola prendano lo stesso impegno.

Come sottolineato da parte di Adolfo Valsecchi, presidente di Mareblu: "Gli impegni presi oggi sono essenziali non solo per tutelare la risorsa tonno, ma per garantire un futuro alla nostra azienda. Speriamo che i nostri standard vengano adottati presto anche dal resto dell'industria conserviera del tonno". Inoltre, dallo scorso aprile, Mareblu ha instaurato nel nostro Paese una partnership con Legambiente, al fine di rendere maggiormente trasparente il proprio percorso di miglioramento delle performance di rispetto ambientale nella produzione del tonno.

L'accordo tra l'azienda che occupa il terzo posto tra le industrie del tonno italiane e Legambiente si basa sulla proposta da parte dell'associazione ambientalista di compiere regolarmente dei controlli in merito al proprio percorso di sostenibilità. Il marchio Mareblu sarà inoltre a fianco di Legambiente nel contribuire a sostenere il centro di recupero tartarughe marine di Manfredonia e la manifestazione "Spiagge e Fondali Puliti", una delle più importanti e seguite espressioni di ambientalismo attivo in merito alla difesa del mare e delle coste in Italia.

L'azione di Mareblu non si ferma all'Italia, ma si estende a livello internazionale. Mareblu si è infatti impegnata ad appoggiare la creazione di riserve marine nelle zone d'alto mare del Pacifico, a incrementare nei propri prodotti la quota percentuale di tonnetto striato (unica specie al momento non in crisi), a non utilizzare il tonno obeso (specie vulnerabile secondo l'IUCN), e a offrire maggiore trasparenza ai consumatori, indicando in etichetta oltre al nome della specie, l'area e il metodo di pesca.

Greenpeace tiene a comunicare come Mareblu debba ora concretizzare le proprie promesse di impegno attraverso azioni concrete, che le permettano di rispettate gli accordi intrapresi entro i termini stabiliti. Dopo un anno di forti pressioni da parte di Greenpeace, Mareblu ha comunicato la propria decisione di estendere anche all'Italia gli impegni nel campo della sostenibilità già intrapresi relativamente al mercato inglese, sotto il marchio John West.

Ai consumatori di tonno, ricordiamo infine il galateo del riciclo delle lattine che lo contengono, del loro involucro e dell'olio che si trova al loro interno, al fine di svolgere una corretta raccolta differenziata in merito. Tale decalogo è stato presentato da Mareblu in occasione di "Spiagge e Fondali Puliti 2012", la tre giorni di pulizia delle località balneari promossa da Legambiente:

1. Il cartoncino esterno deve essere gettato insieme alla carta e al cartone

2. L'olio residuo va raccolto in una bottiglia ed eliminato nella più vicina ecostazione

3. Non versare mai l'olio negli scarichi dell'acqua

4. La lattina va tra i rifiuti metallici

Marta Albè

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